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Critiche su Guadagnino da
opposizione e cittadini. 'Scelta
personale', per Maggioranza

Il regista: 'Sbagliato girare CMBYN a Crema'. Sui social tante critiche: 'E' un ingrato. Se ne vada'
Guadagnino con i protagonisti di 'Call me by your name'

Pioggia di critiche (e non solo…) su Luca Guadagnino dopo aver dichiarato che “girare ‘Call me by your name’ a Crema è stato un errore. Ho perso il mio anonimato e la città mi è stata ostile durante le riprese”.

Non si sono fatti attendere i commenti da parte della politica locale, sia da parte della maggioranza che, soprattutto, dall’opposizione. Simone Beretta ha suggerito, tramite il proprio profilo Facebook di dare al regista siciliano “una bici senza freni e senza sella. E che se ne vada in fretta”. Più pacato il capogruppo di Forza Italia, Antonio Agazzi: “La qualità e la statura etica di un uomo si misura anche attraverso la modalità e lo stile con cui sa vivere il successo. Il regista si è lasciato inebriare dai trionfi; certo, poteva andarsene in modo più signorile”.

Ma anche i semplici cittadini, sotto l’articolo pubblicato ieri da CremaOggi (sulla pagina Facebook del giornale) non hanno risparmiato al regista pesanti critiche . “Probabilmente prima se lo si incrociava per Crema nessuno sapeva chi fosse. Dopo il film qualcuno avrà osato salutarlo per strada e questo l’ha disturbato, ma non mi pare di aver visto paparazzi in giro appostati dietro ai lampioni per lui”. E ancora: “Forse se Guadagnino guadagnasse un po’ di modestia starebbe anche meglio”; “Un megalomane. Vai pure a Milano”. Qualcuno ha preso spunto dal vernacolo con un “Vùla bàs!” , altri, con ironia hanno lasciato un semplice “Questo signore dispensa simpatia ogni volta che parla…”. Insomma, la sensazione percepita dai cremaschi è quella di ingratitudine.

Dalla maggioranza si leva la voce di Jacopo Bassi – capogruppo Pd – , che prende le difese di Guadagnino, ricordando l’ostilità “di una certa parte politica, prima ancora che degli esercenti, prima e durante il lavoro del regista. C’è stata una miopia da parte dell’allora opposizione, contrapposta all’invece lungimiranza dell’Amministrazione (‘Bonaldi 1’, ndr) che ha saputo cogliere un’opportunità unica per Crema. E’ aumentato non solo il turismo – ha proseguito Bassi ma anche il giro culturale della città, come per esempio gli accessi al museo. La scelta di Guadagnino di andarsene è personale; certamente noi perdiamo un valore aggiunto”.

Il primo cittadino non si esprime al riguardo e anche il presidente della Pro Loco Vincenzo Cappelli, resta equidistante: “E’ logico che, dato l’enorme successo del film, Crema non possa più offrire a Guadagnino la tranquillità di prima. Per quanto ci riguarda i rapporti restano ottimi e non sono mai stati messi in discussione. Il suo desiderio di cambiare casa è legittimo e personale”.

Ambra Bellandi

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