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Gioco d'azzardo: nel 2017 i
cremaschi hanno speso 2.000
euro a testa in slot e lotterie

Si impenna in modo preoccupante la spesa pro capite dei cremaschi per il gioco d’azzardo. Se nel 2016 si attestava intorno ai 1.023 euro, l’anno successivo i tentativi di vincita hanno toccato quota 2.017 euro, per un totale di oltre 69 milioni. Un dato tristemente sopra la media italiana, che a sua volta è tra i Paesi della Comunità europea con uno dei fatturati più alti nel settore del gioco d’azzardo. (I dati del 2017, suddivisi per Comune, sono stati diffusi grazie all’iniziativa editoriale “L’Italia delle slot”, realizzata dal gruppo Gedi, in collaborazione con Visual Lab.)

Il gioco è diffuso sia in modalità online, sia a livello fisico. Per tutelare le persone più fragili che potrebbero cadere nella rete del gambling (ludopatia, ndr) il Comune di Crema si è dotato, lo scorso giugno, di un regolamento che rende più restrittive le norme per apporre i videopoker in tabaccherie e bar.

Nonostante l’attenzione dell’Amministrazione alla problematica, le Awp (cosiddette ‘macchinette’) hanno attratto i cremaschi, tanto da far spendere loro 18,7 milioni di euro nel 2017. Ma il gioco particolarmente caro ai cittadini che tentano la fortuna è il WinForLife con una spesa che supera i 28.600.000 euro. Seguono le lotterie istantanee con 8,2 milioni, le videolottery (16,4 milioni) e il lotto (4 milioni). Chiudono la classifica degli azzardi più giocati le scommesse sportive con 2,7 milioni di euro.

Numeri da capogiro, che portano Crema al 436esimo posto nella classica nazionale (su 7.954 Comuni) e al 419esimo tra i 7.000 Comuni fino a 50mila abitanti.

Ambra Bellandi

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