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Ennesima giornata da incubo
per i pendolari: comunicazioni
errate, ritardi e soppressioni

Nonostante le continue rassicurazioni da parte di TreNord, la situazione lungo linee dei pendolari cremonesi si fa sempre più rovente, soprattutto a causa delle carenze comunicative sempre più spiccate tra l’azienda e i pendolari. Così anche questa mattina il clima sui binari della Mantova-Cremona-Milano si è acceso immediatamente alla notizia della soppressione del convoglio (che in un primo momento veniva dato con 220 minuti di ritardo) che avrebbe dovuto partire alle 7.32 da Cremona, dove però non è arrivato.

Le centinaia di pendolari che ogni giorno salgono su quel treno, inferociti, sono stati convogliati sul treno delle 7.41 per Treviglio, sperando di riuscire a proseguire da lì il proprio viaggio. La situazione non è andata meglio per chi invece ha optato per salire sul convoglio delle 8.21 Cremona-Codogno, partito con 25 minuti di ritardo in quanto “è stato necessario sostituire il treno inizialmente programmato”, si legge sul sito di TreNord. Causa, secondo i pendolari presenti e arrabbiatissimi, un guasto al sistema di chiusura delle porte.

Nel frattempo il treno che era stato dato come soppresso, è invece ripartito con ben 78 minuti di ritardo, dopo essere stato fermo più di un’ora a Marcaria a causa di un guasto.

I ritardi sono poi ricaduti a cascata sugli altri convogli della linea: 14 minuti per il Cremona-Mantova delle 7.40, mentre il 9.37 per Mantova è stato addirittura cancellato. Problemi anche sulla linea per Brescia, dove si sono accumulati 21 minuti di ritardo per il treno delle 8.24, sempre a causa di una sostituzione resasi necessaria all’ultimo minuto.

lb

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