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Treni: ritardi e soppressioni:
pendolari sul piede di guerra
in tutta la Lombardia

Con novembre non è certo migliorata la situazione dei treni, dopo un mese di ottobre decisamente da dimenticare. A questo proposito, il Comitato viaggiatori e pendolari lombardi, che in una nota evidenziano come la situazione sia andata oltre l’accettabile.

“Mentre scriviamo, decine di corse in tutta la Regione sono state unilateralmente cancellate da Trenord, intere linee cancellate ed autosostituite, migliaia di pendolari rimangono a terra” scrivono. “La società motiva questa disfatta con problemi di manutenzione di materiale rotabile trentennale (che in altre regioni funziona senza problemi), il che ancora una volta suona come una presa di responsabilità, essendo la manutenzione programmata di tali treni all’interno della piena responsabilità dell’impresa ed evidentemente non effettuata in maniera efficace come da molti mesi ormai denunciato sia da noi rappresentanti dei viaggiatori che dai sindacati”.

Secondo i pendolari, “Sono ormai passati un anno e mezzo dai primi gridi d’allarme sulle nefaste conseguenze che avrebbe portato la gestione di Trenord. “inadeguata manutenzione, insufficiente reintegro di personale, inadeguatezza del management”, questi erano i punti su cui abbiamo insistito. Temevamo una Caporetto. A distanza di un anno e mezzo, è andata peggio di quanto avremmo potuto immaginare, nonostante ai nostri allarmi avessimo fatto seguire anche proposte concrete e costruttive, sistematicamente inascoltate”.

Sempre secondo il coordinamento “la politica, in una apparente campagna elettorale permanente, si è prodigata in enormi promesse senza concreti risvolti pratici, ignorando sistematicamente anche le più immediate dritte provenienti dai tecnici trasportisti. Il presidente Fontana, nonostante si voglia erigere a paladino dei pendolari, non si è mai neanche “abbassato” ad un incontro con i suoi rappresentanti, guidando senza il minimo coinvolgimento delle parti interessate scelte apparentemente più grandi delle sue competenze, rischiando in più occasioni di apportare più danno che beneficio.

La società Trenord, lungi dall’essere in qualche modo riportata a ragionevolezza, è stata lasciata libera di operare nella più ampia libertà, e peggio ancora di continuare con le politiche e strategie precedenti.

Nonostante la chiara disfatta, nonostante le grida disperate da parte dei pendolari e dei rappresentanti dei lavoratori (il sindacato OrSa, dalla tanta preoccupazione, si è addirittura spinto a fare nomi e cognomi dei presunti responsabili), nonostante ormai la vergogna di quanto fatto in Lombardia sia montata alla scala nazionale, gli artefici della Caporetto sono ancora saldi nelle loro posizioni o in alcuni casi hanno addirittura fatto carriera, la politica regionale ancora si arrovella su improbabili soluzioni senza un confronto schietto e costruttivo con chi ne ha le competenze, le ferrovie lombarde restano ancora in mano ad una struttura apparentemente inefficiente ed inadeguata, lungi da quella svolta meritocratica e basata sulle competenze che – più che improbabili cambi di logo sulle divise dei macchinisti – avrebbe potuto essere l’unica vera soluzione di svolta.

La stampa ormai, travolta dalla autentica valanga di disservizi che Trenord non è più in grado nemmeno di conteggiare, riporta all’opinione pubblica uno stillicidio di improbabili proposte: politici che vaneggiano soluzioni derivanti da inconsistenti interventi da parte di altre aziende, altri che “semplicemente” attendono che arrivino treni nuovi come fosse manna dal cielo, dirigenti aziendali che propongono come unica soluzione alla propria incapacità quella di… cancellare i treni che essi stessi sarebbero preposti a garantire.

“tagli” e “gomma” sono le parole che sembrano più in voga attualmente all’interno di Trenord. Lo stesso nuovo AD sembra sposarle appieno, in un assurdo siparietto in cui colui che dovrebbe essere il primo promotore del servizio ferroviario propone di sopprimerlo.

Tagli e gomma sono le parole che i pendolari sempre più chiedono a gran voce, ma non nei confronti del servizio, quanto di chi è responsabile di tutta questa disfatta. Taglio di quei manager che hanno osinora dimostrato incapacità e che hanno avuto la responsabilità di portare una Trenord eccellenza europea alla attuale Trenord ombra di sé stessa. Gomma per cancellare dall’organigramma tutti quei personaggi che in un modo o nell’altro “remano contro”.

I rappresentanti dei viaggiatori non possono che rilevare la sempre crescente insoddisfazione di chi ogni giorno è costretto a sopportare i disagi, e la sempre maggiore insofferenza per chi anziché guidare verso un miglioramento progressivo del sistema ferroviario regionale (in linea con quanto avviene nel resto d’Europa) sembra assecondare ancora una volta le scelte di quei sedicenti manager che propongono come soluzione ancora una volta la contrazione e la riduzione del servizio, con buona pace non solo dell’ambiente ma di tutto il sistema produttivo, economico e sociale lombardo”.

Intanto giovedì prossimo, 8 novembre, la commissione regionale Trasporti ascolterà il nuovo amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri mentre martedì prossimo, 13 novembre, il presidente Fontana interverrà  nel corso del Consiglio  dedicato alla situazione del trasporto ferroviario.

“Due interventi chiesti da mesi  dal gruppo del Partito democratico – sottolinea il consigliere regionale Matteo Piloni –  che saranno  l’occasione per far chiarezza sulla reale situazione del trasporto ferroviario regionale. Due appuntamenti importanti dai quali ci aspettiamo risposte concrete ma anche rassicurazioni su  quella che è ormai una condizione di emergenza quotidiana che non fa che peggiorare.  I ritardi sono ormai cronici. Anche oggi sulla linea Milano-Cremona-Mantova  e sulla Cremona- Treviglio i treni, con poche carrozze, hanno registrato oltre 30 minuti di ritardo. Lo stesso è accaduto  sulla Brescia-Piadena-Casalmaggiore, dove i pendolari delle 8.30 hanno viaggiato su una monocarrozza,  e molti  non  sono  neppure riusciti a salire”.

“Le soppressioni- continua Piloni- sono davvero troppe. Basta  dare uno sguardo ai tabelloni nelle stazioni  per  trovarne una a qualunque ora. Senza contare che, come hanno reso noto alcuni organi di stampa,  per ‘interventi di manutenzione straordinaria, alcuni treni appartenenti alla flotta più vetusta (Ale 582)’, da lunedì 5 a venerdì 9 novembre, saranno sostituiti da autobus.  A risentirne saranno i collegamenti locali ma non quelli regionali:  i collegamenti con Piadena, Codogno e Mantova saranno  spostati su gomma. Si tratta, tra l’altro, della tipologia di treni annunciata da Trenitalia che dovrà affrontare l’emergenza in Lombardia con l’accordo tra Trenord e Trenitalia.

Sono troppe le cose che non vanno, i peggioramento sono all’ordine del giorno e  non c’è ancora nessuna soluzione seria, se non i treni usati  annunciati, in attesa dei nuovi che dovrebbero arrivare verso la fine del 2019. Non vorremmo che si trattasse  dell’inizio di una nuova strategia indirizzata alla riduzione del servizio su ferro.  In questo caso dico già da ora   che la  contrasteremo in commissione, in aula e nei territori. Ci batteremo per evitare qualsiasi riduzione del servizio. Crediamo che il servizio ferroviario vada potenziato e reso efficiente e ci pare che in questi mesi si stia andando nella direzione opposta. Di questo chiederemo conto sia al nuovo amministratore delegato  Piuri che al Presidente Fontana”.

“Per queste ragioni- conclude Piloni- ho scritto ai sindaci  delle tratte ferroviarie della provincia di Cremona per chiedere loro di trovarci insieme, davanti al Pirellone, martedì 13 novembre, prima del consiglio regionale, per testimoniare,  anche con la nostra presenza, il  gravissimo disagio dei pendolari  della provincia di Cremona  e  di tutto il sud della Lombardia”.

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