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Laurea in tecnologie e mobilità
elettrica: la proposta di Marco
Belli per l'Università a Crema

A oltre un mese dall’inizio del trasloco dell’Università di Milano dalla sede di Crema, si torna a parlare di offerta formativa. Marco Belli, tecnico di laboratorio in forze al dipartimento cittadino da quando ha aperto nel lontano 1995, ha formulato una proposta terza, alternativa ai corsi professionalizzanti e alla laurea in robotica, dei quali, sottolinea, “c’è un alto livello di saturazione a Milano, Brescia, Parma…”

L’idea di Belli prende in considerazione la tecnologia futura: diploma di laurea in esperto di tecnologie in mobilità elettrica R.S.E. (ricerca sul sistema Energetico), settore in evoluzione nazionale e internazionale. “Questa disciplina riguarda vari aspetti tecnico scientifici, in particolare la domotica della autovetture e la domotica distribuita sulla rete urbana e extraurbana. L’integrazione e la interoperabilità dei modelli si basa su una classe di sensori, sia visivi dette telecamere radar(intelligenti) che di prossimità , sia di componentistica interna alla vettura tipo proiezioni ad ologrammi, ricevitori satellitari”.

Un’attività che ben si presta a sinergie e convenzioni con altri atenei, “che potrebbero integrare le loro competenze tecniche mirate nello specifico ad attività sulla componentistica e sensoristica, con quelle della nostra sede relative al software implementativo e interpretativo dei segnali da trattare e interfacciare”. 

Il vantaggio starebbe nell’avere un’attività di laurea specialistico o diploma di laurea con molta attinenza alla grafica, elettronica, Intelligenza Artificiale e alla ricerca operativa. “Inoltre questa disciplina non è presente nel circondario e c’è la possibilità di attingere a finanziamenti europei e nazionali, non da ultimo molti uffici regionali promuovono tale disciplina e potrebbero essere anche un buon volano pubblicitario”. 

Un campo, insomma, che aprirebbe molte porte nel mondo del lavoro che andrebbe a coprire “non solo il territorio, ma interessare gli eventuali studenti, in attività che si possano spendere anche in altre realtà sia nazionali che internazionali, altrimenti non avremo un numero sufficiente di discenti per coprire i costi della struttura”.

Belli offre dunque una visione proiettata al futuro, non solo degli studenti, ma anche a quello economico e ambientale. “Queste considerazioni sono teoriche, ma con delle buone collaborazioni sarebbe possibile investire e raccogliere dei frutti concreti”.

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