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Centropadane si sdoppia
Cda ridotto il 27 settembre
A ottobre nasce la newco

Sempre più vicina la nuova Centro Padane srl, nata da una costola di Autostrade Centro Padane spa: sarà la nuova società gestita al 50% dalle Province di Cremona e Brescia, con un capitale sociale di un milione di euro, che dovrà occuparsi di progettazione delle strade e di dirigere gli eventuali lavori programmati nei territori dagli enti locali. La forma giuridica pubblica è necessaria per consentire alla società di avere affidamenti diretti dagli enti pubblici: sia Cremona sia Brescia hanno già dato il via libera alla nuova società, e la speranza è che possa entrare anche Mantova, il capoluogo a cui Cremona è destinata ad essere sempre più collegata virtualmente, per gli accorpamenti di Azienda sanitaria (già avvenuto), Camera di Commercio e Prefetture (prossimamente).

La nascita della newco non sarà accompagnata dalla cessazione della ‘vecchia’ Centropadane, i cui soci si riuniranno in assemblea il prossimo 27 settembre. All’ordine del giorno c’è la nomina del nuovo cda (attualmente presieduto dal bresciano Fabrizio Scuri) con adeguamento alla normativa Madia sulla parità di genere e la riduzione del numero di componenti (dagli attuali 11 a 3 o 5). Verrà data delega al presidente di procedere con il passaggio delle quote alle province di Cremona e Brescia. Quindi, dopo l’iscrizione alla Camera di Commercio, verrà attivata la procedura per la nomina del nuovo organo dirigente (cda oppure anche amministratore unico).

Il mantenimento in essere di Centropadane è strettamente collegato al destino di Stradivaria, la società partecipata al 51%, per la realizzazione dell’autostrada Cremona – Mantova. I mutati scenari politici nazionali  (con i 5stelle contrari alle grandi opere) e l’assenza di un pressing dei due territori sulla Regione, committente dell’opera, stanno probabilmente condannando a morte l’infrastruttura. In questo caso però Centropadane e la stessa Stradivaria, presieduta dal cremonese Carlo Vezzini, sarebbero pronte ad avviare un contenzioso con la Regione, per recuperare i costi finora sostenuti per la progettazione. Un’infrastruttura azzoppata prima del tempo, su cui le categorie economiche cremonesi si erano espresse positivamente ma che invece il Comune ha sempre guardato con freddezza (incerta anche la permanenza del Comune stesso nella compagine societaria di Centropadane). Il rischio è che il collegamento con Mantova resti per sempre nelle condizioni attuali: con l’imbuto dopo Bozzolo e i tempi di percorrenza biblici tra i due capoluoghi e un raddoppio ferroviario che finora è rimasto solo nelle dichiarazioni di alcuni politici e di Rfi.

g.biagi – l.bosio

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