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Com'è cambiato il welfare sul
territorio: 8mln di euro per i
progetti dei prossimi 5 anni

Da sinistra Dagheti, Bonaldi e Ricci

Come il welfare si è evoluto negli ultimi anni in territorio cremasco, passando da risposte ai temi a risposte date alle persone diventando welfare di comunità. Questo il tema sviscerato ieri sera al primo dei dibattiti della Festa Pd a Ombrianello. Protagonista il sindaco Stefania Bonaldi, insieme a Claudio Dagheti (vicepresidente di Caritas) e Luciano Ricci (presidente di Consorzio sul Serio).

Un welfare di squadra, dunque, il cui modello ha iniziato a svilupparsi nel 2013, con la realizzazione del “Piano di Zona” e pian piano ha portato, nel 2015, alla ricerca da parte del Comune di Crema di un unico partner che raggruppasse le realtà del terzo settore, in modo da fornire al cittadino non solo l’assistenza, ma anche l’accompagnamento al reinserimento nel circuito sociale.

“Siamo ripartiti dai quartieri, basandoci sulle esigenze delle zone cittadine incontrando le persone nel loro contesto-vita, e non più chiudendo i comparti per materie” ha spiegato il sindaco, sottolineando come gli assistenti sociali lavorino fianco a fianco con gli educatori professionali delle coooperative. Un’esperienza che ha portato le diverse realtà del territorio a collaborare e relazionarsi.

“Un percorso che non è stato per nulla semplice – ha dichiarato il primo cittadino – e che ora si è allargato alle fondazioni e associazioni”. Questo spiega la presenza di Dagheti per Caritas, che sarà capofila per il secondo tronco di partner comunali in una collaborazione “a tre” per i prossimi 5 anni.

Il progetto, che il sindaco ha rimarcato essere “all’avanguardia”, prevede quasi 8 milioni di euro (10% dei quali saranno finanziati dai partner, per metà in liquidi e l’altra metà in ‘forza lavoro’).

Due cordate, dunque: una guidata dal Consorzio, l’altra da Caritas che collaboreranno per la realizzazione di 6 progetti per altrettanti ambiti sociali. “I prossimi mesi serviranno per cercare le convergenze”, ha dichiarato Ricci. Dello stesso tenore le parole di Dagheti: “Dobbiamo partire dal riconoscimento delle competenze di ciascuno per suddividere il lavoro”.

“E’ una scommessa – ha concluso la Bonaldi – cercheremo di contagiarci tutti in termini virtuosi”.

Ambra Bellandi

 

 

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