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Saldi, inizio fiacco, poi ripresa
Boschiroli: 'Marginalità sempre
più basse e costi fissi alti'

Ad un mese esatto dall’inizio dei saldi estivi, Confesercenti della Lombardia Orientale sede di Cremona traccia un primo bilancio dell’andamento degli affari in città. Dopo un timido inizio, la stagione dei ribassi sembra avere imboccato una buona strada, anche se il commercio cittadino continua a navigare a vista affrontando una serie di difficoltà ormai croniche: «I dati – spiega il presidente Agostino Boschiroli – indicano per alcune tipologie merceologiche crescite a cifra singola o il mantenimento del fatturato. Va però specificato che questo trend va imputato soprattutto a sconti molto forti effettuati già in partenza. Ed è qui il nocciolo della questione: perché si parte con ribassi così alti? Perché i commercianti hanno la necessità di fatturare in fretta a discapito della marginalità adeguata volta al sostentamento delle aziende. Maggiori sconti, minori marginalità, minori guadagni in un contesto dove i costi fissi non accennano a diminuire. Le cessazioni alle quali purtroppo stiamo assistendo in queste settimane sono dovute ad un mix esplosivo che porta le aziende a non ritenere più adeguatamente remunerativo restare aperti».

Stessa analisi da parte di Gaia Fortunati, presidente del Gruppo Centro: «Occorre fare dei distinguo per ciascuna categoria merceologica – specifica – Ma bene o male il quadro che ne esce dopo un mese di saldi è quello di una partenza molto fiacca seguita da una quindicina di giorni buoni. Anzi in alcuni casi rispetto a luglio dell’anno scorso si sono registrati anche lievi miglioramenti. Purtroppo, i segnali per agosto invece non sembrano essere altrettanto positivi».

Come detto la situazione sui saldi serve anche per una riflessione molto più generale e riferita al difficile momento che stanno attraversando le attività del centro storico dove hanno chiuso – e chiuderanno nei prossimi mesi – diverse realtà: «Un dramma annunciato – conferma Boschiroli – E’ da quattro anni che Confesercenti della Lombardia Orientale e le associazioni di categoria continuano a chiedere un intervento concreto, misure ragionate ed efficaci. Il nostro grido d’allarme è stato lanciato ovunque, in tutte le sedi, a tutti i tavoli attorno ai quali ci siamo seduti. Sono state fatte promesse, realizzati alcuni interventi, prospettati investimenti. Ora, ad un tratto si chiede l’intervento della Regione, ma non so a cosa possa servire. Forse questo significa che non è stato sufficiente quanto fatto fino ad oggi?

Un esempio è la Tari che è aumentata in pochi anni del 47%. Abbiamo fatto numerosi incontri al riguardo, strappando una riduzione forse del 3%. Su questo tema, ad esempio, si poteva fare di più, più pressione politica a livello regionale e nazionale. A dieci mesi dalle prossime amministrative mi sento di chiedere di non utilizzarci per fare propaganda, di non giocare sulla pelle dei commercianti. Il problema è molto serio ed è ormai legato alla sopravvivenza della città. Non può essere solo argomento di campagna elettorale, perché occorre capire che dietro ad ogni serranda abbassata ci sono famiglie ed esistenze che devono essere tutelate. Serve maturità politica, che chiediamo a tutti gli schieramenti, per trovare soluzioni nell’interesse della città e non di quello dei partiti».

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