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Dramma della gelosia
a Pandino: l'omicida aveva
precedenti per rapina

Ulteriori rilievi questa mattina, da parte dei carabinieri, a Pandino sul luogo dove ieri pomeriggio Jose’ Martin Diaz Barrionuevo è stato freddato a colpi di pistola dall’ex marito della compagna, Saverio Di Biase, 46enne residente ad Agnadello, rintracciato da una pattuglia del radiomobile dei carabinieri nelle ore successive in località Caleppio, a Settala sul milanese. L’omicida, operaio nella stessa ditta in cui lavoravano la vittima e la ex moglie, è rimasto in un primo tempo  sotto sorveglianza presso la camera di sicurezza della caserma dei CC di Crema per poi essere tradotto a notte fonda, al termine della redazione degli atti, al carcere di Milano, a disposizione del PM del posto.

Jose’ Martin Diaz Barrionuevo è morto  sul colpo davanti alla compagna: i tre si erano dati appuntamento per un chiarimento in via Fontana, a Pandino, ma evidentemente Di Biase non aveva in alcun modo accettato la nuova relazione della ex e si è presentato con una Smith Wesson cal 7,65, opportunamente modificata e resa letale. Subito dopo l’omicidio si è allontanato a bordo della propria autovettura, in direzione di Milano.  E’ stata la donna ad allertare immediatamente i mezzi di soccorso e le forze dell’ordine. Sul posto convergevano diverse pattuglie dei carabinieri della Compagnia di Crema, al comando del maggiore Giancarlo Carraro, tra cui gli investigatori del Nucleo Operativo al Comando del Luogotenente Giovanni Ventaglio ed il Maresciallo Gerardo Giordano, comandante della stazione di Pandino che raccoglievano le prime testimonianze e delimitavano l’area del crimine. Veniva intrapresa un’immediata battuta di ricerca del fuggiasco, interessando anche i Comandi limitrofi. Nel frattempo, sul posto interveniva anche il PM di turno della Procura della Repubblica di Cremona che coordinava le indagini, nonché personale del Nucleo Investigativo di Cremona per i rilievi tecnici. Una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile veniva inviata lungo la via di fuga in direzione di Milano, mentre un’altra autoradio si portava presso l’abitazione del fuggiasco per accertarne l’eventuale presenza.


E’ stata una pattuglia del Radiomobile, giunta in località Caleppio del comune di Settala (Mi), ad accorgersi della presenza di un’autovettura corrispondente alla descrizione fatta, una Ford B max, nel parcheggio di un distributore di carburanti. I militari decidevano di procedere al controllo del mezzo, scorgendo la sagoma di una persona alla guida, che pareva assomigliare al ricercato. Costui, notando la presenza dell’autoradio ingranava la marcia e cercava di fuggire, venendo tuttavia bloccato dal mezzo militare che si posizionava davanti. A questo punto i carabinieri scendevano dal veicolo ed in posizione di sicurezza riuscivano a persuadere Di Biase ad arrendersi e a disarmarlo, ammanettandolo ed accompagnandolo in caserma. In suo possesso veniva rinvenuta una pistola semiautomatica sequestrata, con il colpo in canna, usata per commettere l’omicidio. L’arma è una replica di una Smith Wesson cal 7,65, opportunamente modificata e resa letale con all’interno 10 proiettili. Nella successiva perquisizione presso l’abitazione dell’arrestato si rinvenivano altri 40 proiettili del medesimo calibro.

Al termine dei rilievi eseguiti sul luogo del delitto, la salma della vittima, su disposizione del PM, è stata trasferita presso la camera mortuaria dell’Ospedale di Cremona, mentre i testimoni dell’evento venivano accompagnati i  caserma per essere sentiti alla presenza del PM.

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