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Pesticidi, nel territorio pesante
contaminazione delle acque
sotterranee e superficiali

Le acque del territorio Cremonese sono pesantemente contaminate dai pesticidi: si tratta soprattutto quelle superficiali, ma anche quelle sotterranee presentano, in certi casi, livelli di contaminazione superiori al limite consentito. A evidenziarlo è il Rapporto Nazionale Pesticidi nelle acque presentato da Ispra, che evidenzia come il nostro territorio, essendo caratterizzato da un’agricoltura intensiva, si ritrovi con una concentrazione di sostanze chimiche pericolose decisamente sopra la norma.

Andando ad analizzare la contaminazione delle varie sostanze, emerge che il glifosate è in assoluto uno degli erbicidi che maggiormente contaminano le acque superficiali delle nostre zone, essendo peraltro uno dei più utilizzati nel Paese. Sempre a contaminare le acque superficiali nel nostro territorio c’è il metolaclor, la cui concentrazione, nonostante la sostanza sia stata revocata nel 2003 “risulta in crescita nelle acque superficiali.

Atrazina e metaboliti compaiono invece in livelli superiori ai limiti nelle acque sotterranee, anche se solo in un paio dei punti di monitoraggio. Si tratta tuttavia di una contaminazione preoccupante, soprattutto considerando che questo tipo di erbicida non è più utilizzato dagli anni ’80 e ciò nonostante è ancora largamente presente nell’ambiente, soprattutto in falda, così come la terbutilazina.

LA MAPPA DELLA CONTAMINAZIONE IN REGIONE LOMBARDIA

Altro elemento preoccupante è la presenza di miscele di pesticidi nelle acque: un fattore che secondo Ispra “è uno degli aspetti più critici evidenziato dal monitoraggio. Rispetto al passato è aumentato il numero medio di sostanze nei campioni, e sono state trovate fino a un massimo di 55 sostanze diverse contemporaneamente” evidenzia l’Istituto. Il problema è che “La tossicità di una miscela è sempre più alta di quella dei singoli componenti”. Dalle rilevazioni, nel nostro territorio emerge che vi sono dalle 2 alle 10 sostanze miscelate insieme.

Guardando i dati sulla contaminazione complessiva da tutti i pesticidi, nel nostro territorio emerge, in diversi punti di controllo, un livello di concentrazione che è tra i più alti nelle acque superficiali, ossia superiore a un microgrammo per litro, mentre per quelle di falda la concentrazione varia tra gli 0,1 e gli 0,5 microgrammi per litro.

LA MAPPA DEI PESTICIDI TOTALI

Il monitoraggio evidenzia, pertanto, che “gli organismi acquatici, ma anche gli altri organismi, compreso l’uomo, per esempio attraverso la catena alimentare, sono esposti a miscele di pesticidi”si legge nel rapporto. Insomma, come evidenzia Ispra, la presenza di pesticidi nell’ambiente, oltre a rappresentare un rischio per gli ecosistemi, pone diversi problemi anche per l’uomo, che può assimilare sostanze chimiche pericolose attraverso gli alimenti e l’acqua, ma anche attraverso le vie respiratorie e la pelle. L’esposizione per via orale dipende infatti dalla presenza di residui della sostanza nel cibo e nell’acqua potabile e dalle quantità di cibo e acqua consumati.

A livello complessivo, nelle acque superficiali, 371 punti di monitoraggio (23,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti ambientali. E la maggior parte sono concentrati nella Pianura Padana. Nelle acque sotterranee, invece, 260 punti (il 8,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti e anche in questo caso sono quasi tutti concentrati nella nostra zona.

Laura Bosio

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