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Confcommercio, premiate le
Botteghe storiche: una a Crema
e 6 tra Soresina e Cremona

Nonostante i cambiamenti, il proliferare di centri commerciali e megastore, quella di Cremona resta una provincia ricca di memoria. Lo dimostrano anche le nuove “botteghe e attività storiche”, riconosciute dalla Regione Lombardia. Sono state festeggiate, in una sera completamente dedicata a loro, ieri sera, a Palazzo Vidoni.

Tante le autorità presenti per festeggiare le imprese che hanno superato il mezzo secolo di vita. Oltre ai vertici della Associazione del Commercio, con il presidente Vittorio Principe e la vice Nadia Bragalini ma anche i membri di Giunta Deborah Ghisolfi, Andrea Badioni e Davide Garufi, al presidente di Gruppo Roberto Scaramuzza e al segretario generale Paolo Regina, sono intervenuti il consigliere Regionale Carlo Malvezzi, l’assessore Barbara Manfredini per il comune di Cremona e il sindaco di Soresina Davide Vairani.

Le sette attività recentemente riconosciute dalla Regione vanno ad unirsi a quelle che, fino ad ora, hanno ottenuto la certificazione di Negozio o di Locale storico. “Cremona si pone ai vertici regionali per numero di attività con oltre cinquant’anni di vita in rapporto alla popolazione. Queste attività rappresentano delle eccellenze del nostro settore, sono degli esempi che ci aiutano a guardare con fiducia nel futuro. Questa sera è, per Confcommercio, una occasione per festeggiarle ma anche per esprimere loro un sincero ringraziamento”.

Ad essere premiate sono state tre attività di Soresina (Valcarenghi Gioielli, Mbm di Marco Boni e il ristorante la Bassa) ed altrettante di Cremona (Centro ottico Cappelli, Latteria Salumeria del Corso, Rastelli Gioielli) oltre alla Tabaccheria Smoke Line 13 di Crema.

Parole di elogio sono arrivate anche dalle autorità. Carlo Malvezzi ha dichiarato che “Queste imprese sono la linfa vitale della città, sono il sangue che scorre nelle vene del tessuto urbano”. Per l’assessore Manfredini “Le attività premiate raccontano la storia di Cremona e del territorio. Questo premio valorizza un impegno al servizio delle comunità che si rinnova da oltre mezzo secolo”.

“Le botteghe storiche – conferma il segretario Regina – vivono nel nostro tessuto urbano, sociale e culturale. Rappresentano una tradizione fortemente consolidata, che, giorno dopo giorno, continua a guardare al futuro, lasciando spazio a un’evoluzione che rispetti i tratti identitari e peculiari. Una forza che nasce dalla capacità di reinventarsi, soprattutto nei momenti congiunturali più difficili. E’ giusto valorizzare la storia di queste aziende e degli uomini e donne intraprendenti che le hanno gestite”.

“Nella società del mercato in cui la domanda è «quanto costa», – ha concluso Nadia Bragalini – questa sera ci invita a riflettere sui Beni relazionali: la fiducia, la solidarietà, l’amore, l’empatia ‐ Beni che non si comprano ma permettono alle persone di riconoscersi. E non uso a caso la parola “Beni” invece che la parola “Valori”, perché questi aspetti che vengono spesso relegati nel contesto esclusivamente spirituale, quando vengono declinati nelle nostre attività assumono anche un significato economico. Se le imprese che premiamo questa sera hanno saputo raggiungere i cinquant’anni di attività, significa che hanno fatto di questi valori le fondamenta della loro sfida imprenditoriale”.

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