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Monsignor Gianotti ospite
alla conviviale del
Rotary Club Crema

Monsignor Gianotti e il presidente Ancorotti

Alla conviviale del Rotary ospite il vescovo di Crema Daniele Gianotti. La Chiesa Cattolica ha trovato nel Rotary un partner prezioso; le due realtà condividono infatti una missione comune, quella di “creare una cultura di pace, sicurezza e solidarietà in tutto il mondo”, per dirla con le parole di Papa Francesco in occasione dell’udienza giubilare dell’anno scorso — partecipata peraltro anche dai rotariani di tutto il mondo.

 

Il presidente Renato Ancorotti ha avuto l’opportunità di ricordare le principali collaborazioni tra RC Crema e Diocesi: i restauri del Duomo e della chiesa di S. Bernardino, le donazioni alla Caritas e il service Carillon dell’Unità d’Italia al sacrario del Quartierone, nonché i progetti dell’anno passato, ossia la mostra intitolata “De Gasperi, il coraggio di costruire”, la rassegna “Lodovico Benvenuti, un Cremasco per l’Europa” e la pubblicazione “L’episcopato di Mons. Carlo Manziana a Crema”. Infine, a sostegno dell’opera di don Emilio, il Crema ha anche promosso il progetto “Primum Vivere”, una serie di iniziative volte a sensibilizzare i cittadini sul dramma della Siria e ad aiutare il parroco di Aleppo, padre Ibrahim. Intervenendo su questo tema, il past president Renato Crotti ha inoltre colto l’occasione per annunciare la prossima consegna delle campane commissionate dal nostro Club e destinate alla chiesa Concattedrale di Santa Maria Argentea a Norcia.

Monsignor Gianotti, ha poi preso la parola ringraziando il Rotary per l’assistenza ricevuta in questi anni: “È così che si costruisce questo nuovo umanesimo”, ha affermato citando Papa Francesco nel suo discorso in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale a Firenze, “il modo migliore per dialogare è quello di fare qualcosa insieme, di costruire, di intraprendere un progetto insieme a tutti coloro che hanno buona volontà”. Del resto, la capacità d’incontro è una nota distintiva della tradizione culturale italiana, che rende possibile l’unione tra bellezza e carità. Non c’è dunque alcuna contraddizione tra tutela del patrimonio ecclesiastico e aiuto ai bisognosi: le opere architettoniche volute dalla Chiesa non sono solo belle, ma hanno anche un’importante funzione collettiva: arte, fede e cittadinanza costituiscono infatti un equilibrio dinamico che un buon cristiano deve saper osservare. Il Papa porta l’esempio dell’Ospedale degli Innocenti a Firenze, creato per bambini abbandonati e madri disperate, le quali lasciavano ai figli una medaglia spezzata a metà con la speranza di ritrovarli in tempi migliori. Ecco il senso di bellezza architettonica al servizio della gente: è come ricongiungere la nostra parte di medaglia con quella del resto della comunità.  A questo fine, la Chiesa deve collaborare con altre realtà, tra cui naturalmente le associazioni filantropiche. Ed è qui che mons. Gianotti, sottolineando la vocazione verso la ricerca del bene comune condivisa dal Rotary, si è augurato a nome della Diocesi di poter nuovamente collaborare con il Club, assicurando infine ai soci un ricordo nella sua preghiera.

 

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