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Cambio destinazione per l'area
acquistata dall'agenzia funebre,
Beretta: 'Questa operazione puzza'

“Questa operazione puzza” è il commento del consigliere comunale di Forza Italia Simone Beretta, che attacca duramente l’assessore all’Urbanistica Matteo Piloni sulla questione del cambio di destinazione d’uso di un’area parcheggio acquistata dall’agenzia funebre Gatti.

Ma facciamo un passo indietro. La vicenda era già finita sulla stampa, denunciata da alcuni consiglieri di minoranza della scorsa amministrazione (Beretta, appunto, Laura Zanibelli e Tino Arpini). Tutto ha inizio con la richiesta, da parte dell’agenzia funebre, di cambiare la destinazione d’uso di un’area da “parcheggio pubblico” ad area “per attrezzature socio assistenziali” per realizzare una sala del commiato.

“Ma se un acquirente non ha bisogno di un parcheggio, perché acquistare un’area che prevede quello – sottolinea Beretta – Chiedere il cambio di destinazione è lecito, ma non è detto che venga concessa. Un’impresa rischierebbe in questo modo se non fosse stato promesso qualcosa da qualcuno?”.

Il consigliere Azzurro va oltre: “A me queste sembrano markette elettorali e non condivido questo modus operandi” e si dice pronto anche a presentare un esposto in procura per far luce sulla vicenda.

Beretta ricorda poi che “all’interno del cimitero sarebbe già prevista un’area per una sala commiato. Sarebbe bastato pubblicare un bando per farla realizzare”. Anche perché, va detto, la stessa area acquistata da Gatti era stata negata ad un’altra agenzia funebre del territorio ai tempi della giunta Ceravolo: “Perché ora è diventato possibile effettuare la variante?”.

“Passi il favore alla Coop che ci ha regalato un ecomostro, passi che la comunità islamica si arrischi a comprare un capannone ad uso commerciale per poi sperare in un cambio di destinazione. Ma questo è troppo”. Beretta accusa la Giunta di essere “debole nei confronti di un assessore all’Urbanistica segretario di partito che quando si perde dentro questi interessi privati dà il peggio di sé”.

“Questa azione deve essere bloccata prima che arrivi in Consiglio comunale”, ha concluso il consigliere.

Ambra Bellandi

 

 

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