Cronaca
Commenta

'Rete per la cosmesi' e Ancorotti Cosmetics: formazione per una politica del lavoro attiva

Da sinistra Don Gipponi, Cattaneo, Sbaruffati, Enrica Ancorotti, Renato Ancorotti,Barbieri, Voutcinitch

Fare rete per incontrare i bisogni delle aziende e quelli di chi cerca un lavoro. E’ questo il segreto del successo del progetto “Rete per la cosmesi”, un’iniziativa finalizzata all’inserimento lavorativo promossa da Ancorotti Coscmetics, Sportello Lavoro Cisl, Manpower, Ial e Umana.

Il tutto è partito, appunto, da un’analisi dei bisogni, come ha spiegato Giuseppe Sbaruffati (responsabile Sportello Lavoro Cisl Lombardia). “Siamo partiti da 75 candidati, dei quali ne sono stati selezionati 30 che stanno seguendo l’iter di formazione”. 80 ore di teorie che stanno per concludersi e 80 di attività pratica che vedranno l’avvio a breve. Le posizioni aperte all’Ancorotti Cosmetics sono 15: metà delle persone che hanno preso parte al progetto potrebbero quindi essere inserite in azienda.

Una collaborazione che esiste da tempo e che contribuisce alla creazione di figure professionali che non siano solo teoriche, ma anche e soprattutto pratiche. Un lavoro che risulta semplice da realizzare “quando un imprenditore mette a disposizione la sua fabbrica”, ha aggiunto Mario Barbieri responsabile nazionale politiche attive per il lavoro che ha ricordato anche: “Fare rete significa coltivare competenze, avete attenzione rispetto ai bisogni del territorio, e lavorare insieme. Questi sono gli ingredienti necessari per una politica del lavoro attiva”.

“Il lavoro degli imprenditori è dare lavoro. Questo devono fare. La nostra ricerca di dipendenti qualificati e motivati ha trovato i giusti partners nel settore della selezione, formazione e collocazione di personale, partners diversi ma con obiettivi comuni: lo sviluppo economico del territorio e la crescita dell’occupazione”.

Fondamentale anche la collaborazione con la Caritas di Crema, che ha segnalato alcune persone in condizioni di fragilità affinché venissero inserite nel progetto. “Non si tratta di fornire sussidiarietà economica a chi si trova in una situazione difficile, ma di fornire strumenti con i quali chi è in crisi possa diventare autosufficiente”.

“Rete per la cosmesi” è un esempio di rete che ha funzionato, catalizzando da un lato l’esigenza dell’azienda e dall’altro quella di riuscire a riportare al lavoro, con competenze nuove, le persone che sono fuori dal mercato.
Ambra Bellandi

© Riproduzione riservata
Commenti