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Riduce la moglie
in fin di vita, arrestato
marito violento

Arrestato dai carabinieri di Camisano un cittadino indiano per lesioni gravi nei confronti della moglie. L’allarme è stato lanciato dalla donna stessa, all’1 di notte dell’8 agosto scorso che a fatica, con una telefonata al comando dei Carabinieri di Crema, faceva capire di essere stata aggredita dal marito. Sul posto si portava immediatamente una pattuglia, che trovava il marito, 45enne, operaio, palesemente alterato dai fumi dell’alcool. L’uomo aveva messo a soqquadro tutte le stanze, rompendo diversi soprammobili ed elettrodomestici; in casa c’erano anche i tre figli, di cui due minorenni, sconvolti da quello che era accaduto.

La donna che poco prima era riuscita a chiedere aiuto telefonicamente giaceva nella camera da letto, quasi incosciente, in una pozza di sangue, con una grave ferita al volto (naso e bocca) che le rendeva quasi impossibile respirare. Una volta ricoverata all’ospedale di Crema, le è stata diagnosticata una grave frattura al setto nasale: al momento resta ricoverata in attesa di poter afforntare un intervento chirurgico per ridurre le gravi fratture.
Il marito violento è stato arrestato con l’accusa di lesioni gravi da parte del comandante della stazione, maresciallo Marco Prete, e su disposizione del PM della Procura della Repubblica di Cremona è attualmente in carcere.
Un gravissimo episodio che riporta l’attenzione sulle violenze domestiche, che purtroppo si ripropongono spesso senza denuncia da parte delle vittime, nonostante la legge 119/2013 preveda tre importanti peculiarità:
1. Il gratuito patrocinio per le persone meno abbienti (le vittime della violenza possono chiedere di essere tutelate da un legale anche se non hanno disponibilità finanziarie);
2. L’anonimato per i vicini di casa che segnalano le violenze (la legge tutela la persona che segnala alle forze dell’ordine quanto di male accade nelle abitazioni dei vicini);
3. Le donne straniere possono chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di giustizia allorquando sono vittime di violenza domestica.
“Spesso – afferma il comandante della Compagnia di Crema, maggiore Giancarlo Carraro – accade che le donne siano vittime di molestie ed atti persecutori da parte di ex compagni, mariti, fidanzati e colleghi di lavoro che si traducono, a volte, anche in azioni violente. La vittima, in questi casi, avverte una persistente grave sensazione di paura ed ansia tanto da alterare le proprie abitudini di vita, ad esempio smette di uscire di casa. E’ possibile intervenire risolutamente, se la problematica viene rappresentata alle forze dell’ordine sul nascere, adottando provvedimenti amministrativi quali la diffida e l’ammonimento che non sono vere e proprie misure coercitive o giuridicamente rilevanti nei confronti dell’aggressore ma costituiscono una sorta di difesa/barriera ed una forma di deterrenza efficace, soprattutto nei confronti di quei molestatori che non hanno mai avuto problemi con la legge.

A settembre con l’aiuto della rete CON-TATTO (sindaci, assistenti sociali, volontari associazioni a difesa delle vittime di violenza e forze dell’ordine) che opera su tutto il territorio cremasco, verranno svolte diverse conferenze invitando, in particolare, le donne straniere che sempre più spesso sono ignare vittime delle possibilità di aiuto che la legge offre, al fine di svolgere un’efficace azione preventiva”.

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