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Forza Italia, dimissioni
di Ancorotti: 'Nel partito
troppi veleni e personalismi'

Forza Italia senza pace: Renato Ancorotti si è dimesso, non solo dal neonato triumvirato e dalla carica di presidente, ma anche dal partito. “Ormai qui a Crema Forza Italia è dilaniato da guerre interne, personalismi e lotte tutti contro tutti. Ognuno guarda al proprio orticello e così facendo hanno ridotto il partito ai minimi termini”.

Non ci sta più l’imprenditore cremasco, specie dopo una campagna elettorale “piena di veleno. Ci sono persone che hanno sputtanato Enrico Zucchi per un pugno di voti. Personaggi, questi, che da anni sono seduti in sala Ostaggi, perché la massima ambizione pare essere diventata l’elezione a consigliere comunale. A loro io dico che se il candidato non andava bene, avrebbero fatto meglio a restare a casa”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra essere stato il comunicato inviato dal coordinatore Gianmario Donida dopo il coordinamento di venerdì sera, durante il quale era stato deciso di affiancare al segretario cittadino lo stesso Ancorotti e l’europarlamentare Massimiliano Salini. Secondo la ricostruzione di Ancorotti si era concordato preventivamente di sfiduciare Donida, “perché è il coordinatore più scoordinato d’Italia. A 5 minuti dalla riunione viene proposto il triumvirato. Accetto, nonostante il dissenso dei miei e il giorno dopo scopro che la gestione a 3 è un semplice proforma. Così non ci sto”.

“Chiedo scusa se ho offeso qualcuno, ma il partito, così come è stato ridotto, non mi rappresenta più. Non ho mai chiesto nulla, ho sempre accettato le candidature quasi contro voglia. Non ho però voglia di guardarmi le spalle in un gruppo dove gli amici di oggi potrebbero essere i nemici di domani. Anche un ricambio generazionale – ha concluso – in queste condizioni è impensabile”.

Ambra Bellandi

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