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Morta a 26 anni per un
tumore. Perizia: incarico
al consulente del gup

Nella foto, da sinistra Gian Antonio Oleotti e gli avvocati di parte civile Cortellazzi e Aiello

Ilaria Oleotti

E’ Marco Gipponi, oncologo di Genova, il perito scelto dal gup Christian Colombo nel caso della morte della studentessa cremasca Ilaria Oleotti, 26 anni, deceduta per un sarcoma a un ginocchio che non sarebbe stato diagnosticato in tempo. Due i medici sotto accusa per omicidio colposo: Brunello Pazzoni, di Piacenza, medico dello sport presso il Centro medico diagnostico San Lorenzo di Crema, e Paolo Poggi, di Pavia, radiologo. Per il primo, che ha scelto il rito abbreviato, il pm Carlotta Bernardini ha già chiesto una pena di due anni e sei mesi, mentre per il secondo il rinvio a giudizio.

Prima di emettere sentenza, il gup ha deciso di disporre una propria perizia e oggi pomeriggio ha conferito l’incarico al suo consulente. Sulla base degli esami effettuati all’epoca dei fatti e delle terapie prescritte, Gipponi dovrà valutare la capacità dei due medici, alla luce delle loro competenze, di comprendere che si trovavano di fronte ad una situazione diversa rispetto alla diagnosi di infarcimento emorragico (ematoma). Il perito si è preso 90 giorni di tempo, per cui l’udienza è stata aggiornata al prossimo 16 novembre. Se sarà necessario, il giudice potrebbe nominare un altro perito: un medico radiologo.

Due le parti civili che si sono costituite davanti al gup: si tratta dei genitori (separati) di Ilaria, papà Gian Antonio, oggi rappresentato dall’avvocato Massimiliano Cortellazzi, e la mamma, assistita dall’avvocato Mimma Aiello. La parte civile rappresentata dalla mamma di Ilaria ha già nominato come proprio consulente un medico legale di Milano, mentre per conto di Gian Antonio Oleotti sarà nominato un consulente che sarà affiancato a Rosanna Ferla, medico specialista di Pneumologia e attuale compagna di Oleotti.

Per la procura, i due imputati non avrebbero diagnosticato la malattia a Ilaria, “non consentendo il corretto trattamento terapeutico, intrapreso con un ritardo di circa nove mesi”. La giovane era morta il 26 maggio del 2015 “a causa dell’evoluzione del sarcoma a cellule chiare dalla coscia destra”.

In particolare, Poggi, che aveva sottoposto la ragazza, caduta improvvisamente mentre faceva danza, ad una risonanza magnetica nucleare il 18 dicembre del 2013, non avrebbe correttamente interpretato le immagini relative alla risonanza, omettendo di svolgere gli “indispensabili” approfondimenti diagnostici costituiti nella ripetizione dell’esame dopo infusione di mezzo di contrasto paramagnetico per valutare l’eventuale impregnazione contrastografica della lesione e nel non aver prescritto un esame istologico”.

Pazzoni, a sua volta, avrebbe omesso di richiedere la “necessaria consulenza specialistica ortopedica già nel dicembre 2013”, così come avrebbe omesso di valutare il progressivo accrescimento della massa e il peggioramento delle condizioni della paziente, “perseverando per mesi nella prescrizione di trattamento per ematomi nonostante il continuo accrescimento delle dimensioni” del tumore.

Sara Pizzorni

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