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Scuola Cl, Giossi (Pd) replica all'attacco: 'Beretta cerca di smarcare la responsabilità'

E’ arrivata, a stretto giro, la replica di Gianluca Giossi, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, all’attacco di Simone Beretta. L’affondo alla maggioranza era stato fatto ieri mattina dall’esponente Azzurro, che accusava l’Amministrazione di aver deciso “solo ora che l’immobile è svalutato di cambiare la destinazione d’uso”.

“Quello di Beretta è l’ennesimo goffo tentativo di smarcarsi per lo scempio perpetrato quando era assessore”, contrattacca Giossi. “La scuola di Cl è  una ferita aperta nella nostra città. Una ferita visibile a tutti, per la quale la nostra Amministrazione ha cercato di porvi rimedio, fino a che era possibile, per recuperare la sua funzione originaria e destinarvi una scuola”.

E poi spiega: “L’ipotesi di trovare uno sviluppo dell’area con un cambio d’uso della stessa, giustamente richiesta dal liquidatore Dr. Bani, non doveva e non poteva essere richiesta direttamente dal Comune, non solo per non interferire con la liquidazione ancora in corso, ma perché tale richiesta deve essere fatta dalla proprietà, come per qualunque modifica”.

Questo, a detta di Giossi, significa “agire con trasparenza e competenza. Chi cerca di insegnare ad altri come ovviare ai disastri compiuti, dovrebbe avere un po’ di memoria e ricordare che per il semplice interessamento di un privato nell’ottobre del 2015 con l’ assessore Piloni, i consiglieri di minoranza fecero un’interpellanza chiedendone le dimissioni”.

Se oggi i cittadini stanno pagando a Regione il milione di euro, è perché “Beretta e la sua amministrazione, targata CL, hanno emesso una delibera di giunta il 07 febbraio 2012 che modificava, a giochi fatti, le modalità di pagamento del milione di euro da parte della regione Lombardia. La scuola di CL è un regalino del centrodestra, che stiamo provando a risanare”.

Il capogruppo di maggioranza sottolinea che “nulla è stato lasciato intentato per trovare una soluzione affinché la struttura esistente non rimanesse a deturpare il territorio negli anni a venire. È ora di smetterla col rimpallo delle responsabilità”.

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