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I capigruppo di maggioranza rispondono ai rimproveri del centrodestra: 'Facciano autocritica'

Stanghellini, Giossi, Gramignoli, Coti Zelati

“Il centrodestra dovrebbe fare più autocritica e iniziare a guardare cosa accade in casa propria, prima di attaccare l’Amministrazione Bonaldi”. Non è tardata ad arrivare la risposta dei capigruppo di maggioranza in risposta alle critiche mosse ieri dai consiglieri di centrodestra.

“E’ dovere della minoranza criticare, ma su certi argomenti non ci sembra il caso di prendere lezioni”. Gianluca Giossi, Renato Stanghellini, Matteo Gramignoli ed Emanuele Coti Zelati hanno risposto al fuoco punto per punto, soffermandosi in particolare su tre temi: la scuola di Cl, il degrado cittadino”lamentato dalle minoranze” e il fatto che Crema sarebbe una “città morta”.

Del tanto discusso ecomostro in viale Europa “non accettiamo di prendere noi degli ‘spendaccioni e pasticcioni’, perché se c’è qualcuno che ha trafficato con le carte facendo ricadere le spese sui cittadini è la Giunta Bruttomesso, della quale erano assessori due attuali consiglieri di minoranza (Beretta e Zanibelli, ndr)“. Una questione, quella della scuola di Cl, che sembra non trovare fine, almeno sul piano politico, perché su quello economico, a detta di Gramignoli, “mancano poco meno di 300.000 euro per estinguere il debito con Regione Lombardia”. “Un salasso ai danni delle tasche dei cremaschi, per il cui risanamento abbiamo dovuto tagliare risorse destinate al welfare e alla manutenzione. E poi certi consiglieri si lamentano dell’erba alta nelle aiuole….”.

Coti Zelati ha posto l’accento sui quartieri, “presso i quali questa Amministrazione è intervenuta con eventi e ripristino del decoro”. Medesimo discorso per il centro storico, che “è stato rivitalizzato da manifestazioni a cadenza fissa”.

“Accusano noi di incoerenza, ma loro devono ancora trovare un accordo interno: Arpini sostiene che Ombriano sia stata abbandonata, mentre Beretta ci accusa di essere stati ‘Ombrianocentrici’. Lo stesso vale per il discorso farmacie, per il quale alcuni di loro vorrebbero vendere e altri lodano il lavoro svolto dalle stesse. Dovrebbero fare più autocritica”.

Ambra Bellandi

 

 

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