Cronaca
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Coldiretti grande protagonista alla Fiera di Sant’Apollonia

Tanti allevatori e importanti contenuti all’incontro con Prandini, Voltini, Arosio, Auricchio, Fusar Poli. E domenica c’è il Mercato di Campagna Amica in fiera

Coldiretti grande protagonista alla Fiera regionale di Sant’Apollonia a Rivolta d’Adda. Con un convegno (sul tema “Origine del latte: una sfida per la filiera”) che venerdì sera ha letteralmente gremito la sala ‘Oriana Fallaci’, con la presenza degli allevatori alle mostre zootecniche che si apriranno nel prossimo fine settimana e con l’adesione del Mercato di Campagna Amica (che in via Masaccio, domenica 12 febbraio, porterà in vendita diretta i prodotti dell’agricoltura lombarda), Coldiretti Cremona prende parte alla edizione numero 189 della storica kermesse.

Venerdì sera il convegno organizzato da Coldiretti ha proposto una tavola rotonda di grande interesse tra il mondo agricolo, la cooperazione, l’industria agroalimentare, le Istituzioni. All’incontro, moderato dal direttore di Coldiretti Cremona Tino Arosio, hanno preso parte circa duecento agricoltori. Tema proposto: la valorizzazione del vero latte italiano, a partire dal provvedimento
che rende obbligatoria l’indicazione dell’origine in etichetta per latte uht e prodotti lattiero caseari.

Tutti i relatori presenti hanno concordato nel definire storica la conquista dell’origine obbligatoria in etichetta. Tutti hanno dato atto a Coldiretti di aver fortemente creduto in questa battaglia, e di
averla sostenuta fino all’approvazione del provvedimento (la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto “Indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattiero-caseari” è avvenuta lo scorso 19 gennaio. Il provvedimento entrerà in vigore pienamente dopo novanta giorni dalla pubblicazione). Prandini, Voltini e Arosio hanno evidenziato il valore di una conquista che porta in sé una grande sfida: “Dar vita, anche a partire dal nostro territorio, a progetti e percorsi virtuosi, capaci di valorizzare pienamente il vero made in Italy – ha riassunto Prandini – Tutto questo non può che partire dal riconoscimento del giusto valore del latte italiano, da un prezzo equo riconosciuto agli allevatori che lo producono”.

Nel ribadire il valore dell’origine in etichetta ottenuta per il latte, Tiziano Fusar Poli, rivolgendosi agli allevatori in sala, ha evidenziato la necessità di “avere i piedi in stalla ma la testa al mercato”. “E’ essenziale dare risposta a ciò che il consumatore cerca – ha evidenziato – E oggi il consumatore cerca prodotti salutistici, prodotti etici, cioè ottenuti nel rispetto di persone, animali,
ambiente, prodotti con una forte componente di servizio, biologici, prodotti ogm-free”.

Da Auricchio è giunto l’input a dar vita insieme a una “grande e seria campagna di informazione nei confronti dei consumatori, che risponda ad attacchi inaccettabili che oggi il latte e i prodotti
lattiero-caseari stanno subendo, bersagli di una campagna di disinformazione che nasconde certamente altri interessi”. Per Prandini e Voltini l’incontro è stata occasione per ricordare che
si può definire made in Italy autentico solo ciò che fin dall’origine è italiano, prodotto nei campi e negli allevamenti italiani.

“L’origine obbligatoria in etichetta permette di distinguere il prodotto realmente italiano – hanno ribadito – E per questo prodotto ci sono grandi spazi nel mercato italiano e grandissime possibilità sui mercati esteri. Sta a tutti noi cogliere la storica opportunità che si è aperta”.

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