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'La Bonaldi non ha fatto
nulla per salvare tribunale
Si decida dopo le elezioni'

Lettera scritta da I consiglieri comunali ANTONIO AGAZZI – TINO ARPINI – PAOLO PATRINI

Apprendiamo oggi dalla stampa che la Giunta Comunale di Crema avrebbe ottenuto lo sblocco, anticipato di quasi due anni, della indisponibilità dell’immobile sede dell’ex tribunale di Crema, sulla base di un progetto di utilizzo da parte dell’Azienda Sanitaria di Crema, che dovrà passare al vaglio di un bando di Regione Lombardia.

La notizia è sprovvista di qualsiasi parametro economico, non sanno se potrà essere una vendita, oppure una locazione, a quali i prezzi e con quali risorse per l’Azienda ospedaliera, ma è ricca di dettagli tecnico progettuali ed anche di destinazione di specifici reparti , coinvolgerebbe addirittura la scuola di infermieristica di Lodi; tutto frutto evidente di mesi e mesi di trattative e valutazioni che al Consiglio Comunale sono state accuratamente sottaciute, nonostante sia quest’ultimo Organo, e non la Giunta, deputato a deliberare sulle destinazioni patrimoniali comunali e valutando in primis il ritorno economico per l’Ente.

Saremmo tutti favorevoli al potenziamento della ASST cremasca, ma occorre mettere in risalto che questo progetto sopprime definitivamente la possibilità di ripristino del servizio giustizia a Crema.

La conversione della destinazione dell’immobile comporterà notevole ulteriore investimento di denaro pubblico, si parla di 8 milioni di euro, dopo non si sa quanti altri spesi a Cremona per adattare, malamente, quel vecchio palazzo di giustizia al raddoppio di lavoro sopraggiuntogli dall’accorpamento del Tribunale e Procura della Repubblica di Crema.

Così, in una logica che voleva essere di spending review, si sopprimono strutture efficienti di servizi essenziali, per sprecare maree di soldi pubblici in adattamenti o per nuove funzioni da inventarsi.

La coincidenza della discussione in Consiglio, proprio oggi, della interpellanza sulle azioni che sarebbero dovute essere conseguenti alla Mozione votata unanimemente a metà Luglio, è stata “brillantemente” superata con la decisione di rinviarla, assieme all’unica altra all’o.d.g. Forse si temeva di protrarre il Consiglio di un quarto d’ora oltre le 19,30, dopo che molte volte veniamo congedati attorno alle 22?

No, pensiamo piuttosto che discutere del tema mentre la Giunta annuncia il suo nuovo progetto con la solita millanteria, ma decisamente in contrasto con i contenuti della Mozione, avrebbe potuto creare qualche ombra. Quantomeno smascherare l’ipocrisia della maggioranza e, soprattutto, del Sindaco che solo cinque mesi fa votavano una mozione per lasciarla lettera morta e, anzi, agire in tutt’altra direzione, in totale disprezzo istituzionale del Consiglio.

Dopo aver sottoscritto che

“la soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica hanno provocato un grave danno all’intera Comunità Cremasca nel suo tessuto sociale ed economico”,

aver sottolineato

“l’importanza per l’Area Omogenea Cremasca, non estranea a infiltrazioni mafiose che derivano dalla prossimità all’Area Metropolitana, di recuperare il servizio Giustizia, volano significativo di sviluppo socio-economico per l’intero territorio cremasco”,

aver denunciato che si

“registrano notevoli svantaggi in termini di organizzazione dei servizi e si rilevano aggravi di costi da parte del Tribunale accorpante di Cremona, che ha dovuto ricorrere a nuove strutture in affitto”,

improvvisamente è pronto un progetto completamente diverso, non maturato certamente in 24H, che diventa anche una pietra tombale sull’idea che il tribunale di Crema possa risorgere, come avvenuto e avviene per alcuni altri tribunali soppressi dove la politica si è mossa in modo più adeguato a rappresentare la economicità delle scelte e i diritti della propria cittadinanza. Dover presenziare a più udienze, conseguenti a rinvii di prassi, fissate la mattina presto per una persona anziana, o per una persona che non guida o non è dotata di mezzo proprio, in assenza di adeguati mezzi di trasporto pubblico, rappresentano oggettive problematiche che devono influire sul diritto di equo accesso alla giustizia.

Ma Bonaldi, a fine mandato, ha fretta di seppellire ogni residua possibilità di ripristino del Tribunale di Crema, coerente con se stessa, non avendo fatto nulla per salvaguardarlo a suo tempo, in ossequio a Pizzetti e al PD.

Noi chiediamo di rinviare ogni decisione in merito a dopo le elezioni comunali; in fondo è questione di pochi mesi.

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