Cronaca
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Il saluto del vescovo Cantoni ai cremaschi:'Vi porterò nel cuore e pregherò per voi'

La diocesi di Crema ha salutato il suo pastore. Monsignor Oscar Cantoni ha chiuso l’Anno Santo e il suo ministero in città ieri in cattedrale.

“Qui il mio lavoro si conclude. Con voi sono stato cristiano, per voi sono stato vescovo – ha detto Cantoni durante l’omelia – Ed essere vescovo è un dono ricevuto, essere cristiano è una grazia”.img_20161113_162811

Commoventi le parole del vicario don Maurizio Vailati, che ha descritto monsignor Cantoni come “un amico, un padre, un fratello. Insieme abbiamo camminato per fare di Cristo il cuore del mondo, abbiamo riscoperto la bellezza del battesimo e della vocazione alla testimonianza del Vangelo”.

In una cattedrale che poche altre volte è stata così piena di persone, monsignor Cantoni ha detto: “Particolarmente in questo Anno della Misericordia il Signore ci ha sorpresi con i suoi doni, ci ha fatti avanzare verso il Vangelo per vedere il Suo vero volto: quello di padre. Voi avete sperimentato la paternità di Dio attraverso la mia modesta presenza, in momenti lieti e tristi secondo le circostanze create dal tempo”.

“Ho cercato di essere un pastore per questo gregge, stando davanti a voi per guidarvi e dietro di voi, perché nessuno potesse restare indietro e sentirsi escluso. Ora il Signore mi chiama ad un’altro ministero, ma non mi chiede di dimenticarvi: devo allargare il mio cuore, per fare spazio a nuovi e vecchi amici”.

cantoni-bonaldi-fontanaIl sindaco Stefania Bonaldi ha salutato il vescovo al termine della Messa: “Eccellenza, tutti noi sappiamo che un saluto di benvenuto è più facile di un discorso di commiato, e io oggi avrei preferito salutarla come se fosse appena arrivato. invece sono qui, in questo luogo che è caro a tutti i cremaschi, credenti e non credenti, per salutare un amico in partenza”.

Il primo cittadino ha poi ringraziato il vescovo Cantoni per la grande disponibilità e per il dialogo costruttivo di questi anni, ricordando con grande stima “quando i deboli e gli stranieri si sono presentati alle nostre porte, avremmo voluto che tutti, consacrati e laici, avessero seguito le sue orme. Ricorderò a lungo, Eccellenza, questo atto di generosità, e non farò fatica a ricordarlo perché queimg_20161113_154229sta umanità dolente busserà ancora alle nostre porte. Lei c’era e tutte le persone di buona volontà le sono grate.
Mi consenta, Eccellenza, di abbracciarla idealmente e di ringraziarla a nome di tutti i cremaschi e le cremasche, nativi ed acquisiti. Qualcuno dice che la più grande aspirazione di ogni persona è essere chiamata per nome, contare qualcosa per qualcuno. Ecco, nella pochezza che ci accomuna tutti, io e lei compresi, credo che il Vescovo Oscardig ci abbia almeno provato, a chiamarci per nome. Grazie, di cuore”.

Anche Mario Cadisco, a nome del Consiglio Pastorale, ha ringraziato il vescovo descrivendolo, semplicemente, come “Un pastore innamorato di Dio”.

Monsignor Cantoni, al termine dell’omelia, ha rassicurato i cremaschi: “Io vi poterò nel cuore e non vi dimenticherò nella preghiera. Sono certo di poter contare sulla vostra”. E dopo aver benedetto l’assemblea ha percorso per l’ultima volta la navata centrale del duomo.

Il vescovo si è poi fermato a lungo sulla soglia del palazzo vescovile per stringere la mano e abbracciare i tanti cittadini che hanno voluto salutarlo e fargli gli auguri, anche con un semplice “Arrivederci, Oscar”.

Ambra Bellandi

 

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