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Dimensionamento
scolastico, sindaco: 'Ci
rimetteranno gli studenti'

Ieri sera in Consiglio provinciale si è tenuto il voto finale sul dimensionamento scolastico delle scuole superiori. L’istituto agrario Stanga resta unito e le sue tre sedi di Cremona, Crema e Pandino rimangono nell’ambito territoriale di Cremona. Rientra nell’ambito di Crema l’istituto Marazzi, che viene accorpato all’ IIS Sraffa. Il liceo artistico B.Munari perde la sede cremonese e viene integrato con il corso tecnico grafico dello Sraffa.

“Non è un caso se la componente cremasca del Consiglio si è espressa sul punto con 2 voti contrari e 3 astensioni. Questa ipotesi non si basa sulla premessa della condivisione territoriale e penalizza il territorio Cremasco. Il mantenimento dell’istituto Stanga a scavalco fra i due ambiti è sempre stato il motivo principale della nostra contrarietà al progetto provinciale di dimensionamento, espresso in Consiglio già dallo scorso giugno. In tal senso, pur riconoscendo che vi sono stati tentativi di dialogo, ritengo che lo sforzo compiuto non sia stato sufficiente, e che siano state deboli le motivazioni a sostegno dell’indivisibilità dell’istituto.

Le ricadute saranno pesanti: continueremo ad avere un organico incompleto e ‘di passaggio’: tutti i docenti che dovranno completare la cattedra con orario saranno costretti a lavorare presso istituti che distano anche 60km l’uno dall’altro; è chiaro che resteranno allo Stanga solo il tempo minimo necessario a trovare una sede più funzionale, ed è legittimo sia così. A rimetterci sono e saranno ancora i nostri studenti: basti considerare che, a un mese e mezzo dall’avvio scolastico, l’organico in servizio presso lo Stanga Crema è il 65% di quello necessario.

Queste le ragioni del mio voto contrario, la proposta era insostenibile. Con l’assessore Attilio Galmozzi abbiamo lavorato sodo per studiare ipotesi aggregative differenti: tutte prevedevano lo Stanga diviso nei due ambiti, e nel Cremasco la suggestiva ipotesi di un Polo agro-meccanico condiviso con l’istituto Marazzi, con un orientamento professionale vicino alle esigenze e alle specificità del nostro territorio.
Spiace infine considerare che la decisione è stata demandata alla politica – certamente la legge prevede tale competenza e responsabilità – ma che ciò è avvenuto in un contesto nel quale anche i grandi portatori di interesse come l’ufficio scolastico provinciale e i sindacati competenti avrebbero potuto far sentire di più la propria voce.

I dirigenti scolastici – sempre presenti e collaborativi – si sono legittimamente spesi per difendere la realtà dei rispettivi istituti, ma è mancato un quadro di proposte condiviso e obiettivo, che fosse più congeniale e appropriato alle esigenze scolastiche anche sul piano tecnico e formativo. Questo è il limite con cui hanno dovuto fare i conti gli amministratori e i consiglieri, assumendosi un carico di responsabilità decisionale che, se condiviso da tutti, avrebbe potuto portare a decisioni migliori”.

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