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Servizio di Rete4, Bonaldi
e Beretta: 'Affermazioni
false, aiuti attivi'

“Le informazioni date durante la trasmissione ‘Dalla vostra parte’, in onda ieri sera su Rete4, sono carenti e non rispondenti alla piena realtà dei fatti”.

Il sindaco Stefania Bonaldi e Maria Beretta, assessore al Welfare e al Sociale, non ci stanno a quanto messo in onda sulla rete televisiva nazionale riguardo il trattamento che la famiglia Bressani sostiene di aver ricevuto dal Comune e dai servizi sociali dello stesso.

Ma procediamo con ordine. La famiglia in questione è formata da una coppia di ragazzi poco più che ventenni, Omar e Gloria, con a carico due figli: una bimba di due anni e un maschietto di appena qualche mese. La mamma di Gloria, Daniela, pensionata, vive con loro nel piccolo appartamento di via Civerchi.

Durante la trasmissione “Dalla vostra parte”, la famiglia lamenta di essere stata lasciata sola dal Comune: “Abbiamo chiesto aiuto molte volte, anche domandando l’assegnazione di un alloggio popolare. Ma siamo bassissimi in graduatoria perché prima di noi ci sono gli immigrati – ha spiegato Gloria – Gli assistenti sociali ci hanno risposto che ci sono situazioni ben peggiori e ci ha suggerito di andare a vivere in macchina, ma noi non possiamo permetterci neppure quella”. Ha descritto così la delicata situazione in cui si trovano tutti e cinque. Il marito, Omar, lavora come procacciatore d’affari, ma non riesce a mantenere la famiglia e sono quindi costretti a vivere con i 500 euro di pensione di Daniela. Sui cinque inquilini, oltretutto, pare che penda uno sfratto, che si realizzerà il 25 di questo mese.

Ma Bonaldi e Beretta non sono rimaste a guardare e hanno deciso di rendere pubblica la questione, sottolineanzo, anzitutto, che “Non sussiste alcun collegamento tra l’assegnazione delle case popolari e il tema dell’accoglienza delle persone richiedenti asilo, alle quali non vengono destinati questi alloggi”, hanno spiegato. Quindi “non risponde al vero l’affermazione che imputa al Comune di dare priorità per l’assegnazione delle case ai richiedenti asilo rispetto ai cittadini residenti”. La graduatoria per l’assegnazione degli alloggi residenziali pubblici deve obbligatoriamente seguire una normativa regionale: “Non c’è altro criterio se non quello della Legge di Regione Lombardia”, proseguono il sindaco e l’assessore.

La famiglia Bressani, secondo quanto comunicato dall’assessore Beretta, è al 97esimo posto della graduatoria su 850 richieste che ad oggi sono depositate al Comune di Crema.

“Il Servizio Sociale comunale ha da anni in carico la situazione di questa famiglia e, in relazione alla problematica abitativa rappresentata nel servizio televisivo, si era già attivato ben prima delle notizie di stampa con contatti diretti con il legale della proprietà, per dilazionare i termini dell’esecuzione dello sfratto, in attesa che si realizzassero le condizioni per l’assegnazione della casa popolare – ha chiarito Beretta – I criteri regionali, infatti, riconoscono, quali ulteriori fattori di punteggio, l’avvio della procedura di sfratto e il numero maggiore di componenti il nucleo e, dato che ora c’è un neonato ci sono concrete possibilità di un futuro avanzamento di posizione in graduatoria”.

“Sulla situazione, peraltro, e non da oggi, come è stile della nostra Amministrazione, è stata attivata una rete di servizi composta dal Comune di Crema, dalla Caritas, dal Centro di aiuto alla vita, dal Consultorio familiare integrato dell’ASST e dal Consultorio diocesano – ha rimarcato il sindaco – Viene quindi completamente rigettata, perché falsa e tendenziosa, l’affermazione secondo cui non vi siano stati e non siano in corso interventi di sostegno al nucleo familiare”.

Questi i servizi attivati per la famiglia Bressani, “a riprova di questa conoscenza e presa in carico da lunga data, da parte del servizio sociale professionale”:

  • “Fondo unico 2015”: contributo economico per il pagamento utenze;
  • Progetto “Famiglie al centro” con consultorio familiare diocesano: interventi di supporto;
  • Borsa lavoro per B.O. (interrotta volontariamente dall’interessato);
  • “Fondo unico 2016”: contributo economico per pagamento utenze e conseguimento patentino del ciclomotore, necessario per esigenze lavorative;
  • “Bonus Famiglia”, in collaborazione con Consultorio pubblico;
  • Accompagnamento alla presentazione di pratiche per tutti i contributi a sostegno della maternità e del reddito.
  • Proposta asilo nido per B.S. tramite accesso alla misura “Nidi gratis”.

“La frase attribuita ad un operatore sociale circa la possibilità di ‘andare a dormire in auto’ non è stata pronunciata e viene ritenuta fortemente squalificante, rispetto alla relazione e l’accompagnamento che da anni sono in atto ed hanno visto i nostri operatori muoversi con attenzione, professionalità e impegno – proseguono Bonaldi e Beretta – Lo spirito con cui si sono mossi la nostra Amministrazione ed il Servizio Sociale comunale e che continueremo ad adottare mira al sostegno e all’accompagnamento, per l’acquisizione dell’autonomia di due persone giovani, che hanno tutte le possibilità per affrancarsi, rispetto ad un perpetuarsi di richieste di interventi di natura solo assistenziale. Sviluppare un progetto orientato alla autonomia e all’affrancamento da situazioni di fragilità certo comporta fatica e impegno, servono scelte di priorità e disponibilità a mettersi in gioco, ma è l’obiettivo che i nostri operatori sempre intendono promuovere con i cittadini che si rivolgono ai servizi sociali”.

“In questa prospettiva continuiamo ad operare, andando oltre il meccanismo meramente ‘assistenziale’ della sola erogazione di contributi, quale risposta a richieste che rischiano di deresponsabilizzare e di degenerare in pretese – hanno concluso il sindaco e l’assessore – Rinnoviamo, non da oggi, piena e completa disponibilità a continuare la relazione di accompagnamento in atto, diffidando tuttavia da banalizzazioni, generalizzazioni e mistificazioni della realtà”.

ab

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