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Agazzi e la variante al
Pgt nel post-Bonaldi

“Nel caso in cui il Tar di Brescia accogliesse il mio ricorso, l’amministrazione comunale dovrebbe ripartire daccapo: nuova delibera di adozione del pacchetto di 30 varianti al Pgt, 60 giorni per presentare le osservazioni da parte dei cittadini, nuovo Consiglio comunale per votare le controdeduzioni, nonché per addivenire all’approvazione definitiva di tutta la corposa variante al Pgt”.

Questo lo scenario prospettato Antonio Agazzi, capogruppo di Servire il cittadino, nel caso in cui il Tribunale amministrativo accogliesse il ricorso in merito alla seduta del Consiglio del 23 luglio 2015 – in cui Emilio Guerini (il consigliere anziano) fu chiamato a presiedere l’assise a seguito delle dimissioni di Agazzi da vicepresidente – svoltosi, secondo il consigliere, in maniera illegittima.

Se, come affermato dal sindaco, non è nei piani amministrativi di breve periodo l’indizione di un nuovo bando per l’insediamento di un luogo di culto in via Milano, “Nel prossimo eventuale secondo mandato, invece – commenta Agazzi – ovviamente procederebbero. E una volta rilegittimati elettoralmente, chi e con quali argomenti potrebbe più fermarli?”

Punzecchiando dunque il M5S, che nelle ultime settimane ha sparato a zero sull’amministrazione, Agazzi afferma: “c’è chi porta avanti l’opposizione all’amministrazione Piloni-Bonaldi con i fatti, non solo con le parole, anche per riaffermare una volta per tutte che le regole sono messe nero su bianco perché vengano rispettate e non bellamente aggirate, e che gli organi terzi debbono agire da organi terzi, non sulla base delle convenienze politiche della maggioranza del momento. Tutto ciò ha dei costi, anche importanti, che il sottoscritto sostiene di tasca propria – conclude – mentre l’amministrazione resiste impiegando risorse dei cittadini-contribuenti”.

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