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La maggioranza e le contraddizioni del M5S

Il copione, ribaltato. La maggioranza va all’attacco e bersaglia il Movimento 5 Stelle, che nell’ultima settimana non ha lesinato critiche all’operato dell’amministrazione. E lo fa partendo dall’ultima seduta del Consiglio comunale, nella quale è stato approvato sia l’accordo di programma per la riqualificazione della stazione sia la riorganizzazione del servizio di illuminazione pubblica.

Per i consiglieri di maggioranza si tratta di “progetti fondamentali per la nostra città”. Ma in sede di votazione i 5 Stelle hanno preferito l’opposizione e l’astensione. “Siamo rimasti sorpresi, ancora una volta, di fronte all’atteggiamento dei consiglieri del Movimento 5 Stelle che, nonostante questi temi siano da loro sbandierati in ogni occasione, si sono clamorosamente contraddetti bocciando in toto Crema 2020 ed astenendosi sul bando dell’illuminazione comunale”.

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I consiglieri del M5S: Alessandro Boldi e Christian Di Feo

Quanto al primo progetto, Crema 2020 racchiude interventi che mirano all’intermodalità, alla mobilità sostenibile, al potenziamento del trasporto su ferro ed innesca dinamiche per nuovi interventi – i lotti 2 e 3 – verso il superamento della barriera ferroviaria del viale di Santa Maria. “Un progetto atteso e studiato per 30 anni, mai divenuto esecutivo – spiegano i consiglieri – viene finalmente portato a compimento dalla nostra amministrazione”.

Rispetto invece alla riorganizzazione dell’illuminazione pubblica – partirà orala procedura per l’affidamento esterno del servizio – tale decisione porterà “un notevole risparmio energetico ed economico per il comune (180.000 euro l’anno per 15 anni). Nel frattempo, nel percorso già avviato, l’amministrazione ha già ottenuto un grande risultato che riguarda la proprietà di tutti i punti luce della città attraverso il riscatto da Enel Sole e la rinegoziazione con Scs servizi locali”.

Per i consiglieri di maggioranza, “è ormai chiaro che il Movimento 5 Stelle è in piena campagna elettorale e, come i peggiori partiti, subordina al gioco degenere delle parti gli interessi della collettività: esattamente l’opposto di quanto hanno sempre detto di voler fare. Evidentemente esce allo scoperto il vero volto di chi, per troppo tempo, si è nascosto dietro al concetto del nuovo che avanza, dimostrando in maniera inequivocabile la loro distanza dalla realtà”.

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