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Riforma degli enti locali, “no all’unione con Milano”

Uno scorcio di Milano vista dall'alto

Respinta la riforma Delrio e assodato che il Cremasco debba essere riconosciuto Area omogenea, “dobbiamo lavorare per costruire un’ area vasta, per la gestione di servizi e per l’assunzione di funzioni delegate dalla Regione Lombardia. Un’area vasta che comprenda, oltre al Cremasco, sicuramente il Lodigiano e, perché no, Treviglio e il suo territorio”. Questa la posizione di Piergiuseppe Bettenzoli, segretario cremasco di Rifondazione comunista, in merito al riassetto degli enti locali.

bettenzoli
Piergiuseppe Bettenzoli

Primo, importante punto dell’analisi di Bettenzoli riguarda i rapporti con l’area metropolitana. Secondo il rifondarolo, l’area vasta “non dovrebbe chiedere l’adesione all’attuale Città Metropolitana di Milano, perché i nostri territori, seppur contigui, non conterebbero nulla all’interno di questo grande ente. Avrebbero una rappresentanza numericamente ridotta  all’interno del Consiglio metropolitano, un peso per abitanti scarso, circa un quattordicesimo della popolazione complessiva”.

Niente assorbimento nell’area metropolitana, ma un’azione in sinergia. L’articolo 31 dello Statuto della Città metropolitana prevede la possibilità di stipulare accordi con i Comuni esterni per la gestione integrata di servizi: “Pensiamo ai servizi di trasporto pubblico su gomma e su ferrovia, oppure alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, considerato che siamo finiti, come territorio, nelle braccia de A2A, azienda milanese-bresciana”. Obiettivo: mantenere l’autonomia beneficiando di dinamiche virtuose e migliorando i servizi.

Posto che per ridisegnare confini e geometrie amministrative bisognerà attendere l’esito del referendum, “mi sembra ovvio che il riconoscimento istituzionale dell’Area omogenea cremasca, darà al nostro territorio maggior forza nel confronto con tutte le altre istituzioni, provincia, città metropolitana, regione e permetterà al Cremasco – conclude Bettenzoli – di operare non in modo conflittuale o in concorrenza, nella ricerca della migliore soluzione per il futuro di un territorio omogeneo e per i cittadini cremaschi”.

[L’intervento di Bettenzoli]

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