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Bando gara igiene urbana,
Matteo Piloni scrive a Scrp

In una nota inviata a Scrp, incaricata di redigere il bando per il servizio di igiene urbana, Piloni chiede di tener conto delle specificità cremasche e delle esigenze delle varie zone. A questo aggiunge che più modernità nelle tecnologie e maggiori accortezze sarebbero auspicabili.
Matteo Piloni durante un Consiglio comunale, tra Attilio Galmozzi e Angela Beretta

“I cittadini cremaschi, e l’amministrazione comunale con loro, chiedono di avere dei servizi che siano all’altezza delle loro aspettative e delle loro esigenze: vogliamo una città pulita, bella anche nell’utilizzo del materiale dedicato alla raccolta differenziata, e che il compito dei cittadini sia semplificato e agevolato, soprattutto ricorrendo anche all’utilizzo di moderne tecnologie”. Questo quanto ricordato dall’assessore Matteo Piloni a Scrp, incaricata di redigere la gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana.

SPECIFICITÀ – La prima parte di gara è da poco terminata. Sono tre le ditte che hanno presentato proposte per la gestione del servizio. Nel proseguo della gara, secondo l’assessore Piloni sarà fondamentale che ciascuna delle ditte interessate all’aggiudicazione del servizio tenga conto “delle diverse e specifiche caratteristiche di una città ampia e articolata quale è Crema”, spiega una nota comunale. Differenze che testimoniano precise specificità passando da quartiere a quartiere.

ESIGENZE – Impatta sulle differenti esigenze la morfologia delle zone, variando dal centro città ai quartieri più periferici. Ma non solo: concorrono a frammentare le esigenze “gli insediamenti abitativi di grandi dimensioni, le diverse aree artigianali e industriali, i centri commerciali, le grandi aree verdi attrezzate ma anche le tante manifestazioni (si pensi al Carnevale o alle fiere annuali) che avvengono  in città”. A ciò si aggiungono edifici con funzioni specifiche come le scuole, gli istituti di degenza, il teatro, le stazioni di bus e treni e le attrezzature sportive.

SERVIZI – Nella lettera a Scrp l’assessore non ha scordato di considerare aspetti che valgono invece per tutti i Comuni serviti, come “qualità e gentilezza nelle relazioni con gli utenti, magari sottoscrivendo una vera e propria carta degli utenti, ma anche miglioramento continuo delle prestazioni lungo tutta la durata contrattuale, codificando il processo con certificazione di qualità del servizio”. Tutti elementi “accessori” di cui, nel caso cremasco, l’amministrazione sarebbe disposta a farsi carico per non pesare sulla quota degli altri Comuni.

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