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'Religione catodica': la
pernacchia dei Bangarang!
alla Tv italiana

I Bangarang!

Ciò che chiediamo alla musica dipende da tre fattori: contesto, umore, bisogno. Siamo abituati ad abbinare situazioni e melodie, ciascuno a suo modo. Cerchiamo di allineare ritmi e suoni alle emozioni, tanto da organizzare playlist per fare sport, per le grigliate con gli amici o come antipasto alla discoteca; i più intrepidi intrecciano colonne sonore per affrontare con più serenità le pulizie di casa. Ma, ad un esame accurato, è spesso vero che assecondiamo i cambiamenti con la ricerca di nuovi autori, salvo anelare la canzone giusta – conosciuta – per dar libero sfogo alle necessità. Religione catodica scardina ogni dogma: è un disco senza tempo né luogo, adatto ad ogni occasione.

Ci sono voluti sette anni prima che i Bangarang! pubblicassero il loro secondo album. La prima produzione risale al 2009: un Ep che in 5 tracce racchiude il suono di un progetto inedito, nato appena un anno prima. In contemporanea, Toria, Greg, Edo e Ruben – soprannomi di Marco Torriani, Gregorio Conti, Marco Zanardi e Ruben Gardella – hanno girato l’Italia intera con Bugo, portando in tour fino al 2010 il disco Contatti. Negli anni successivi, del progetto Bangarang! si ricordano esibizioni sui palchi cremaschi e nei club della Lombardia, dalla Birroteca a Crema a Lo Fi a Milano. È prevista per domani, 19 marzo, la presentazione della seconda produzione della band cremasca, con il release party in programma al circolo Il Paniere, a Crema.

La copertina dell'album, disegnata da Nemo

La copertina dell’album, disegnata da Nemo

Religione catodica è la mastodontica sofferenza dei fan più devoti. Atteso e desiderato come un pasto dopo un lungo digiuno, impone all’ascolto un approccio ordinato: due giri di tutto, dalla prima all’ultima portata. In ognuna delle 10 tracce ricorre quel metodico disordine che è il metro con cui i Bangarang! assemblano le loro creazioni. Non ci sono momenti morti: la sequenza dei brani mantiene la stessa intensità dal primo all’ultimo brano. Religione catodica abbandona ogni tentativo di pura esibizione estetica, dando grande peso specifico ad ogni pezzo. Il risultato finale è molto più che un album godibile: è l’ennesima prova del talento dei Bangarang!, perfezionato in ogni sua componente.

Non ci sono testi a valorizzare i brani. La musica – nevrastenico miscuglio di grunge, rock, funky e chissà cos’altro – è padrona della scena. Quarantatre campionamenti – estratti a volte impensabili – danno volume e direzione a ciascun brano, ripercorrendo alcuni dei grandi momenti della tv italiana. Da Alfred Hitchcock ad Orson Welles, dal Barbiere di Siviglia alle comunicazioni radio della polizia durante l’operazione Mafia capitale, le citazioni si intrecciano in dialoghi surreali e perfettamente sensati. I Bangarang! si divertono a prendere in giro i punti fermi della tv made in italy. Dieci canzoni che affrontano altrettanti temi, da Sanremo ai salotti tv, passando il sesso, l’arte e la cultura: interferenze di irriverenza con un gusto squisitamente ricercato. Dieci canzoni che culminano nel tributo a Freak Antoni, ex leader degli Skiantos, in un inno al lato pungente dell’ironia, di cui il disco è intriso.

Stefano Zaninelli

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