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Tavolo dell’acqua,
un primo approccio
al problema siccità

Negli ultimi anni la siccità è diventata una costante: “In questa prospettiva diventa indispensabile un Tavolo permanente che possa seguire in tempo reale la carenza di risorse idriche sui territori ed elaborare, con tutti i soggetti interessati, le necessarie azioni conseguenti da concordare poi con gli enti territoriali”. Lo ha affermato Carlo Malvezzi, consigliere regionale Ncd – e presidente della commissione Affari istituzionali – durante l’ultima seduta del Consiglio.

L’approvazione della mozione per l’istituzione del Tavolo permanente, secondo Malvezzi, prova la volontà di “dar voce alle preoccupazioni delle varie associazioni di categoria. Stiamo assistendo ad una vera e propria emergenza che già oggi mette a dura prova diversi settori economici lombardi dal comparto agroalimentare fino ad arrivare al settore della navigazione, del turismo e della pesca: settori che chiedono alla regione di muoversi con tempestività e in modo coordinato con tutti i soggetti per individuare in tempo reale le iniziative necessarie per rispondere alle emergenze. Il Tavolo rappresenta lo strumento migliore per intervenire in modo tempestivo su questa problematica, e sono lieto di aver trovato nelle parole e nelle iniziative della Giunta lo stesso grado di attenzione e la piena condivisione”.

Tra i voti favorevoli alla mozione anche quelli del Pd. Come spiega Agostino Alloni, consigliere regionale, “le azioni utili esistono già e basta solo applicarle, perché sono individuate dal Patto per l’acqua, sottoscritto da tutti i portatori di interesse nel 2009. Anche il Tavolo è stato previsto dentro questo accordo: il problema, semmai, è che dovrebbe essere permanente, non deve lavorare solo in caso di emergenza, come sta facendo ora, ma in modo da costruire obiettivi di medio e lungo termine per risolvere i problemi che soprattutto in alcune zone della Lombardia sono di carattere ambientale e agricolo”.
Secondo Alloni il Tavolo permanente deve fungere da raccordo tra i rappresentanti degli enti locali e degli operatori agricoli; alla Regione il ruolo di regia, perché “non si può pensare che questo incarico venga svolto dall’autorità di bacino che è solo uno dei componenti del Patto e quindi del Tavolo”, tenendo inoltre informati i consiglieri regionali. Fondamentale, dunque, che già da ora ci si impegni per: “Promuovere tecnologie e pratiche che consentano un uso efficiente dell’acqua, ad esempio, utilizzando l’irrigazione a goccia; favorire lo sviluppo della cultura dell’acqua orientata alla valorizzazione della risorsa e al risparmio; infine – conclude Alloni – investire per le infrastrutture che devono essere assolutamente svecchiate e modificate”.

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