Cronaca
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Intossicazione da monossido
Due famiglie di Ripalta e
Soncino hanno rischiato grosso

Paura per due famiglie intossicate dal monossido di carbonio, ma per fortuna tutti i componenti dei due nuclei familiari stanno bene.
In un caso a Ripalta Cremasca una famiglia di egiziani ha rischiato grosso a causa delle esalazioni sprigionate da una stufa accesa per riscaldare la loro casa. Sabato sera, ad accorgersi di quello che stava succedendo è stato il capofamiglia, che ha salvato la moglie, i loro tre bambini e la nonna. L’uomo si è reso conto che i suoi cari stavano accusando i primi sintomi di intossicazione, così ha chiamato aiuto, telefonando al 118. Sul posto anche una squadra dei vigili del fuoco di Crema insieme al personale dell’Asl. Tutta la famiglia è stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, e dimessa dopo qualche ora.
Il secondo caso è successo a Soncino, dove nel pomeriggio di sabato una famiglia è stata salvata dai vigili del fuoco di Crema e dai carabinieri. Il monossido stava avvelenando tutto il nucleo familiare residente in via Belfanti: il capofamiglia, un indiano regolare, la moglie e i due figli piccoli. Senza soldi per il metano, l’uomo aveva installato una stufa a legna artigianale collegata ad una finestra dell’abitazione, bucando il vetro e facendo passare il tubo di scarico dei gas all’esterno. Tutto è cominciato quando i vicini hanno sentito un forte odore di bruciato e hanno chiamato il proprietario dell’immobile. Quando è emerso il particolare della stufa a legna, il proprietario di casa, preoccupato, ha avvertito i carabinieri, che sono andati a controllare insieme ai vigili del fuoco. Il monossido sprigionato dalla combustione della legna stava già esalando il mortale monossido. Tutti salvi appena in tempo. La stufa artigianale è stata sequestrata e per non lasciare la famiglia al freddo, il comune ha regalato ai residenti una stufetta elettrica.

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