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Autovelox, il M5S
ha raccolto 1143 firme
per la rimozione

Nella foto, Christian Di Feo e Alessandro Boldi.

Ammontano a 1143 le firme per la disinstallazione dell’autovelox, raccolte nei mesi scorsi dal Movimento 5 Stelle. Un segnale forte ma non indiscriminato: “noi non siamo contro gli autovelox in generale – ha specificato Alessandro Boldi, capogruppo dei 5 Stelle in Consiglio comunale – bensì contro quello installato lungo la tangenzialina, che ha il solo scopo di fare cassa”.

LE FIRME – I moduli del Movimento 5 Stelle contano oltre un migliaio di sottoscrizioni, frutto di una raccolta firme durata poco più di tre mesi. Il primo banchetto risale a luglio 2015, al lancio della campagna. Poi uno stop durato un paio di mesi, dunque il ritorno all’attività nel mese di settembre, con il gazebo a far da spola tra mercato di via Verdi e centro città fino a fine novembre. “A queste – ha osservato Boldi – andrebbero aggiunte anche le 800 firme raccolte dai gestori dei distributori di benzina lungo la tangenzialina”.

OBIETTIVI – In accordo al ventaglio della probabilità, la raccolta firme si è posta tre obiettivi. Il primo è quello della rimozione dell’autovelox; semplice ma improbabile. In alternativa, l’aumento del limite di velocità, previa stima delle opere necessarie. Infine, nel caso le prime due vengano cassate, la considerazione di “altre strategie per la reale sicurezza degli automobilisti senza incidere sule loro tasche”.

SICUREZZA – Per i 5 Stelle l’autovelox assolverebbe una funzione di deterrente affatto efficace: “continuiamo ad avere molti dubbi sulla sua funzionalità – ha aggiunto Boldi – dal punto di vista della sicurezza stradale molte persone ora evitano la tagenzialina e transitano in centro. Inoltre, sarebbe stato meglio puntare su misure preventive, non punitive, con segnaletiche luminose, bandelle, rilevatori mobili e altro ancora. Abbiamo anche proposto di togliere il rilevatore e utilizzare gli introiti per sistemare quella strada, ma non lo faranno”.

FARE CASSA – Al contrario, i pentastellati ritengono gli introiti dell’autovelox molto più funzionali ad una precisa strategia economica: “quest’anno sono state affrontate diverse variazioni di bilancio per poter spendere velocemente i soldi incassati dall’autovelox. Serve a tappare i buchi: mentre prima coprivano spese strutturali con entrate una tantum, ora lo fanno con le contravvenzioni elevate. Sebbene entro fine 2015 gli introiti dell’autovelox dovrebbero raggiungere quota 4 milioni di euro (mentre a settembre si aggiravano attorno ai 3,5 milioni di euro) già dall’anno prossimo caleranno. È l’ennesima tassa-multa: proprio per questo motivo il problema si ripresenterà anche l’anno prossimo”.

ASSEGNO – A coronamento della conferenza stampa, tenuta presso il palazzo comunale, gli esponenti del 5 Stelle hanno srotolato un ironico maxi assegno griffato Autovelox bank, intestato al Comune di Crema per 4 milioni di euro e firmato da “i cremaschi”. “È il presente che vorremmo consegnare all’amministrazione”, conclude Boldi. Ancora nessuna certezza su ulteriori iniziative: “per ora, attendiamo le risposte da chi governa”.

Stefano Zaninelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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