Cronaca
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Cure palliative, alla Fbc
l’accreditamento regionale per
l’assistenza domiciliare

Nella foto: Paolo Bertoluzzi, Stefania Bonaldi, Matteo Gramignoli.

“La Fondazione benefattori cremaschi ha ottenuto l’accreditamento per il servizio di assistenza domiciliare per le cure palliative. È il primo riconoscimento di Regione Lombardia nel nostro territorio; esprimiamo soddisfazione per il traguardo raggiunto”. Queste le parole con cui il sindaco Stefania Bonaldi, stamani nel suo ufficio, ha consegnato a Paolo Bertoluzzi – presidente della Fbc – una targa di ringraziamento a nome della cittadinanza.

UN SUCCESSO – Come ha aggiunto il primo cittadino, “nell’ambito delle cure palliative la Fondazione già erogava il servizio. Con l’aggiunta della possibilità di attivare l’assistenza domiciliare, la struttura dimostra di fare dell’attenzione agli anziani la sua mission, nella concezione più estesa. L’accreditamento regionale è certamente un successo per la Fondazione, di cui tutti dovremmo essere soddisfatti”.

IL SERVIZIO – Sul territorio ancora mancava un ente che erogasse assistenza domiciliare per le cure palliative, coordinate da un’apposita Rete gestita dall’Ospedale Maggiore. “Prevediamo una maggiore diffusione del servizio – ha commentato schiettamente Bertoluzzi – pur senza aspettarci grandi guadagni.  Si tratta di un’opzione che interessa quei i malati a fine vita, insensibili alle cure cliniche, per cui viene richiesta l’ospedalizzazione a domicilio”.

PERSONALE SCELTO – Importante a tal fine specificare come “non si tratti di una vera e propria ospedalizzazione a domicilio – ha chiarito il presidente della Fondazione – bensì di assistenza. Il servizio si avvale di personale scelto, di certo non gli ultimi arrivati, disponendo di infermieri addetti all’assistenza regolare e periodica, fisioterapisti, psicologi, logoterapisti ed altri specialisti formati e indispensabili nell’ambito delle cure palliative”.

COMPLETAMENTO – Si tratta di un servizio che integra il pacchetto che la Fondazione benefattori cremaschi è in grado di offrire. Indubbio il vantaggio per i pazienti e i loro famigliari, ai quali l’assistenza domiciliare permetterà una maggiore vicinanza. Quello delle cure palliative è un servizio che la struttura di via Kennedy già disponeva, con quest’ultimo accreditamento “possiamo completare la nostra proposta”, ha concluso Bertoluzzi.

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