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Profughi, il comitato
cittadini chievesi
scende ancora in piazza

La questione dell’ emergenza  profughi e la loro accoglienza  interpella non solo l’Unione Europea  e i singoli Stati,  ma anche le comunità locali.  Crema e il suo territorio rappresentano  bene tutte  le difficoltà e le opportunità di chi affronta, nel piccolo, un problema epocale.
Il territorio cremasco è stretto tra due fuochi: da una parte un desiderio di accoglienza ben  espresso dalla Diocesi e dal suo vescovo, Oscar Cantoni, che nell’ultimo  Consiglio Pastorale Diocesano ha proposto il modello dell’ accoglienza diffusa, ovvero piccoli gruppi di 4 persone al massimo in ogni parrocchia, anticipando la direttiva pastorale di Papa Francesco, una  famiglia in ogni parrocchia;  dall’ altra parte la difficoltà di gestire l’accoglienza, come ha ben  dimostrato il paese di Chieve, di circa 2000 abitanti, che si trova  a convivere con 31 profughi , imposti dalla Prefettura di Cremona, senza interpellare il sindaco del paese, Davide Bettinelli e la Caritas.
Il piccolo paese del cremasco era infatti balzato agli onori della cronaca nazionale, alla fine di luglio, per la protesta dei suoi  abitanti, riunitisi in  comitato contro un modo di gestire l’accoglienza che ha alimentato tensioni sociali.
Una convenzione,  stipulata direttamente tra la Prefettura  di Cremona ed un privato, la società  Srl  “Garbata Accoglienza”, aveva assicurato l’ospitalità a 43 profughi in Piazza Zambonelli a Chieve, ma aveva scatenato la protesta  degli abitanti, tenuti all’oscuro di tutto.
Obiettivo dichiarato del comitato: quello di ridurre  il numero di profughi  e scongiurare il rischio di un’ accoglienza più interessata al profitto che ad una reale integrazione dei richiedenti asilo.
Stasera il comitato, insieme ai cittadini chievesi , dopo le 21, tornerà in piazza.  “Il numero dei migranti si e’ ridotto – afferma Paolo Basso Ricci, membro del  comitato – da 43 sono passati a 31, ma resta comunque un numero troppo alto rispetto al numero degli abitanti di Chieve.   Sono tuttavia tante le problematiche di una convivenza che si sta rivelando difficile, anche per  il mancato rispetto delle regole da parte della proprietaria dell’ immobile che accoglie i profughi”.
Durante la manifestazione, il comitato farà il punto della situazione, porterà le testimonianze degli abitanti che vivono nella palazzina insieme ai profughi e  lancerà delle proposte concrete per favorire l’integrazione.
Intanto il prefetto di Cremona, Paola Picciafuochi, che è stato invitato all’ incontro, non ha ancora sciolto la riserva sul protocollo di accordo territoriale per  la gestione dei profughi presentato da un buon numero di sindaci cremaschi. Tra i politici che interverranno questa sera, il  sindaco di Chieve   Davide Bettinelli e l’onorevole della Lega Nord Guido Guidesi.

Sabrina  Grilli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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