Centrali nel parco del Serio
Movimento 3.0 le contesta
Uno scorcio del fiume Serio
SERGNANO – Centrali idroelettriche nel parco del Serio, si fanno? Se lo chiedono gli esponenti del Movimento 3.0 di serenano, con il consigliere Enrico Duranti. Dopo le contestazione nate per la centrale che dovrebbe sorgere nella palata del Menasciutto, a cavallo tra Ricengo e Pianengo, eccone altre due, una alla palata Babbiona, comune di Sergnano e l’altra alla Malcontenta, in quello di Casale Cremasco.
Quali sono i punti dell’accordo?
“L’accordo definisce gli interventi di miglioramento ambientale, comprensivi del recupero funzionale ed energetico delle opere di sbarramento e derivazione a uso idroelettrico sul fiume Serio (palate), prevedeva una manutenzione straordinaria e rivalorizzazione delle palate sul fiume Serio; identifica le conseguenti opere di compensazione ambientale nella realizzazione della passerella ciclopedonale tra Sergnano e Casale e del Museo dell’acqua e nella realizzazione di progetti educativi concernenti l’accesso e la visita alla centrale idroelettrica del Menasciutto; definisce le modalità di copertura finanziaria per la realizzazione degli interventi”.
Chi paga per la realizzazione di queste opere?
“L’accordo stabilisce che in parte siano a carico della finanza pubblica. Lo stesso discorso vale anche per gli interventi di valorizzazione ambientale da considerare come compensazioni per un valore di 610 mila euro. In sostanza con i soldi pubblici si compensano i danni ambientali provocati dalle tre centrali idroelettriche costruite su un tratto di fiume Serio di 2 km circa. Tutte le compensazioni ambientali sono già state impiegate per costruire la passerella ciclopedonale Sergnano-Casale e il Museo dell’acqua, costo 910 mila euro di cui 300 mila dall’Ati, ancor prima di ottenere il parere in Conferenza dei Servizi per l’autorizzazione unica ambientale”.
E se la conferenza dei servizi bocciasse l’accordo che cosa succederebbe?
“I comuni interessati sarebbero obbligati a restituire i soldi delle compensazioni realizzate”.
Perché la conferenza potrebbe bocciare l’accordo?
“Per una serie di motivi tra i quali la vicinanza con i metanodotti Stogit e Snam e del pozzo 44 della Stogit, con un possibile effetto domino; la vicinanza della ex-discarica Piacentini a pochi metri dalla palata Malcontenta connesso al pericolo idrogeologico dell’area; l’inquinamento acustico per la vicinanza di insediamenti abitativi e produttivi; le conseguenze sulla rete di irrigazione delle coltivazioni agricole; la delicatezza di un’area protetta come la riserva naturale palata Menasciutto. per tutto questo noi chiediamo un approfondimento su tutta la vicenda”.
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