Lettere

Casorati e il cremasco
“Non è la repubblica del tortello

Aldo Casorati, sindaco di Casaletto Ceredano

CREMA – Aldo Casorati, sindaco di Casaletto Ceredano invia una lettera riflessione ai colleghi primi cittadini del cremsco in merito al futuro del territorio.

Non chiamiamola repubblica del tortello. E’ un cordiale invito che voglio fare all’amico Antonio Grassi; è una definizione in primis riduttiva per il nostro tortello per poi scivolare nel banal/provinciale e finire nell’ aspetto negativo assonando questa definizione alla ormai abusata “Repubblica delle Banane”. Fatta questa leggera premessa, mi sembra fondamentale prendere atto della particolarità di questo territorio. Al centro troviamo Crema, una città di medie dimensioni circondata da molti comuni piccoli, il solo Offanengo conta poco più di 5000 ab. (su 52 comuni dell’area cremasca solo sette superano i 5000 ab e più del 50% della popolazione risiede nei piccoli comuni). I restanti 5 Comuni con più di 5000 ab. sono posizionati all’esterno del nucleo centrale e quindi attratti da forze centripete provenienti dai vari territori confinanti.

Per il sottoscritto che viene da lontano per età e militanza politica (vecchio democristiano), posso affermare che la politica e gli amministratori avevano ben compreso questa particolarità territoriale, Hanno messo in campo una serie di strumenti sovra comunali, molto innovativi per fornire servizi efficienti a costi  contenuti per i propri cittadini, vedi Consorzio Intercomunale Cremasco, continuando poi nel tempo a decentrare nelle varie strutture periferiche servizi importanti soprattutto nel campo socio-sanitario (vedasi la riconversione dell’Ospedale di Rivolta D’ Adda, i Poliambulatori di Soncino e Castelleone ecc).

In questi ultimi anni questo processo ha avuto un brusco rallentamento, la politica nel senso alto del termine ha delegato questo impegno ad altri soggetti vedi società partecipate. Ad onor del vero, le nostre società hanno svolto un buon lavoro con performance in alcuni casi notevoli. La politica, gli Amministratori, hanno però abdicato al loro ruolo di programmatori e di controllori del processo. Con le nuove direttive della Politica che mette al centro l’ente locale è giunto il momento di invertire la rotta, di fare una nuova programmazione territoriale adeguata ai tempi e alle esigenze attuali. con al centro la città di Crema. Non me ne voglia l’ amica Stefania perché conosco molto bene la sua sensibilità, il suo impegno e la disponibilità a lavorare in questo senso. Mettiamo insieme idee, energie e risorse, non per chiudere i comuni ma per far sì che gli stessi si riapproprino dei propri compiti e insieme, con mezzi e metodi moderni e innovativi, come oggi si ama tanto dire, li affrontino. Solo così questa area omogenea che è il cremasco ritornerà ad avere il ruolo importante che ha avuto in passato, ritornando ad essere protagonista ascoltata.

Non possiamo perdere questa occasione.

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