Ambiente

Spino d’Adda, in una roggia
grave moria di pesci

SPINO D’ADDA –  Pesci morti nella roggia che corre nei pressi della piazzola ecologica. Decine di vaironi, ormai rari nel fiume Adda, moltissimi cavedani, che scarseggiano nelle acque dolci delle nostre campagne e vari altri esemplari sono stati trovati lungo gli argini dai passanti. Il ritrovamento è stato fatto lunedì mattina da un passante che, giunto sul posto, ha visto pesci morti che galleggiavano ovunque sull’acqua e altri in fin di vita. Subito la guardia ecologica del parco Adda Sud, Roberto Musumeci, ha eseguito un accurato sopralluogo e ha segnalato la situazione all’amministrazione comunale. Sono intervenute la polizia locale e l’Arpa, che ha provveduto al prelievo di campioni, che sottoporrà ad analisi.

“Negli ultimi due anni, mio malgrado, – commenta Musumeci, che è consigliere del gruppo Vivi Spino in comune – devo evidenziare che vi sono stati molti casi di inquinamento. Naturalmente non sappiamo ancora cosa sia accaduto qui, ma di sicuro nella roggia confluiscono le acque provenienti da un tubo e siamo in una zona dove ci sono varie aziende. Attendo fiducioso i risultati delle analisi”.

Una prima riflessione però la si può fare, nonostante oggi la strage di pesci sia meno visibile perché garzette e aironi hanno “ripulito” la zona. “Purtroppo le nostre campagne sono sempre più in pericolo – continua Musumeci -: agricoltura intensiva, reati ambientali, scarichi civili che portano a livelli altissimi di escherichia coli, batterio presente nelle feci. Oggi rischiamo di perdere pesci autoctoni, che già nel fiume Adda non ci sono più e che invece si trovano nei fossi e nelle acque di risorgiva. Dall’altra parte proliferano specie alloctone. Ci vuole maggior rispetto per l’ambiente e l’amministrazione dovrebbe provvedere con azioni specifiche a tutela di questo nostro patrimonio”.

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