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Uffici postali da chiudere
Raccolta firme e sit in

In prima pagina, l’ufficio postale di Ombriano

La raccolta firme

CREMA – Prima davanti alle sedi provinciali degli uffici postali che Poste italiane vuole chiudere, poi anche davanti a quelli che effettivamente si vogliono chiudere. Così, mentre la settimana prossima i sindacati protesteranno con un sit in in via Verdi a Cremona e davanti alle sedi provinciali delle altre poste lombarde, anche a Crema e Gallignano si prepara un sit in di protesta, che dovrebbe essere organizzato per fine mese. Intanto la raccolta di firme ha dato i suoi frutti e i politici si stanno muovendo. Bordo ha portato le firme della gente di Gallignano al sottosegretario Giacomelli, mentre il Pd fa sapere di aver raccolto oltre 500 firme a favore del mantenimento dell’ufficio di Ombriano e Tino Arpini presenta le sue quasi 700 al sindaco di Crema e ai politici della provincia affinché provvedano a consegnarle ai vertici di Poste italiane. Infine, c’è da notare che dal sindacato si fa sapere che ben difficilmente l’ufficio di Ombriano potrà essere salvato, visto il nuovo ufficio inaugurato pochi mesi fa tra Ombriano e Sabbioni, mentre potrebbero esserci possibilità per l’ufficio di Gallignano.

Ecco le iniziative in atto. Prima l’onorevole Franco Bordo

Oggi (venerdì, ndr) ho provveduto su richiesta dei cittadini di Gallignano a trasmettere le 426 firme raccolte contro la chiusura del locale ufficio postale al Sottosegretario On. Giacomelli che, per conto del Governo, segue il piano di Poste Italiane.

Con l’auspicio che questa istanza, da me in toto condivisa, venga accolta positivamente, e della quale mi impegno a seguirne gli sviluppi.

L’ufficio postale di Gallignano funziona solo 2 giorni la settimana, ma il mantenimento di questo presidio permette specialmente alle persone più deboli, anziani o con problemi di mobilità, prive di auto, di usufruire di un servizio fondamentale, che diversamente gli verrebbe precluso causa la difficoltà estrema nei collegamenti con i mezzi pubblici verso altri uffici.

iniziative di questo tipo devono essere intraprese in tutti i comuni interessati da provvedimenti ingiusti di soppressione degli uffici, solo così, se i rappresentanti nelle sedi istituzionali saranno supportati dai cittadini si riuscirà a costringere Poste a rivedere il piano.

Quindi Tino Aprini, consigliere di minoranza in comune.

Sono con la presente a rappresentarVi, anche a nome di alcuni collaboratori residenti di Ombriano di Crema, la grande preoccupazione di tutto il nostro quartiere, il più popoloso di Crema e il più distante dal centro, a motivo della paventata soppressione del locale, utilizzatissimo e storico Ufficio Postale. Vi chiedo un interessamento fattivo, allegando le firme di n. 685 concittadini che il sottoscritto ha raccolto in breve tempo, presso i residenti (circa 6.000) che non avessero sottoscritto la petizione parallela e tutt’ora in corso da parte del Partito Democratico, aggiuntive a queste, ed altre 115 firme di attività commerciali e artigianali che rappresentano il tessuto economico particolarmente vivace del nostro territorio di Ombriano. L’eventuale dirottamento del servizio sul quartiere di Sabbioni, porterebbe notevoli disagi alla già complicata viabilità di via Cappuccini, difficoltà di parcheggio e esasperante allungamento di code agli sportelli. Mentre, in caso di avviso di giacenza di raccomandate, dovremmo rivolgerci addirittura agli sportelli di p.zza Madeo in centro città, perché l’ufficio di Sabbioni è una semplice succursale e non trattiene le giacenze, al contrario dell’ufficio autonomo di Ombriano. Queste firme testimoniano di quanto stia a cuore un’azione da parte Vostra, tesa a scongiurare la chiusura di un ulteriore importante e apprezzato servizio reso a una cittadinanza sempre più “contribuente” e sempre meno destinataria di servizi erogati. In attesa di cortese riscontro, resto a disposizione per altre eventuali collaborazioni, auguro buon lavoro nell’interesse di Crema e del territorio cremasco.

Infine il resoconto dei consiglieri comunali Pd di Ombriano.

500 firme in tre settimane. Questo il risultato ottenuto dalla raccolta firme promossa dai consiglieri comunali PD di Ombriano contro la chiusura della posta. Gli Ombrianesi hanno risposto subito al nostro appello, confermando che la posta di Ombriano è un servizio importante e molto sentito, oltre che un presidio fondamentale per il quartiere più popoloso della città. L’ipotesi della sua chiusura è davvero incomprensibile, e per questo continueremo con la raccolta firme anche nei prossimi giorni (prossima raccolta prevista per domenica 15 marzo), non solo attraverso i banchetti, ma soprattutto con il passaparola, la collaborazione e il coinvolgimento dei commercianti e delle scuole, che ringraziamo fin d’ora per la collaborazione data all’iniziativa. Il Sindaco Stefania Bonaldi ha già avuto degli incontri con i vertici delle poste, e l’impegno dell’amministrazione continuerà, ora che è stato tutto demandato alle regioni. Proprio lo scorso 3 marzo, il consiglio regionale ha votato all’unanimità una mozione che impegna la Regione ad intervenire con il Governo per sospendere il piano delle Poste Italiane, per i comuni sotto i 5mila abitanti, o nelle frazioni più grandi delle città, proprio come nel caso del nostro quartiere di Ombriano.

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