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Poletti: “Il coraggio di cambiare”
Il ministro parla alla gente

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti alla Bosch

CREMA – Due appuntamenti, tutti curati, messi ben in ordine, per il ministro Giuliano Poletti da Imola, terra che lui non dimentica di citare, con i suoi contadini e le sue tradizioni. detto questo, il messaggio è forte: se non si cambia, non si va avanti. E così è difficile tirare a campare. Non lo smuovono le contestazioni degli operai della Cgil, tira dritto per la sua strada, il ministro che, prima alla Bosch e poi in comune a Crema, parla di questa riforma ‘epocale’ del lavoro che deve dare opportunità a tutti. E le opportunità per tutti suonano un po’ strano nella giornata nella quale l’Istat ci viene a dire che si è toccato il nuovo massimo di disoccupati, con il 13.2%. “Abbiamo registrato 400mila assunzioni a tempo indeterminato nell’ultimo mese – dicono dal governo Poletti e Renzi – e l’aumento dei disoccupati è dato dal fatto che chi non aveva speranze, adesso le ha e si è iscritto alla lista dei disoccupati”. Sarà, ma sembra che questa tesi appaia debole per chi non ha di che fare. Come ha sottolineato il sindaco Stefania Bonaldi, spaventa l’inutilità, il non avere nulla da fae, più che avere pochi soldi in tasca. Il ministro, comunque, è un carrarmato. Cambiare o morire. Questo Paese si è fermato per cercare di mantenere quel che aveva. Così l’ha perso. In ritardo alla Bosch, per il convegno organizzato dagli industriali, una volta messo il piede in fabbrica ha ricordato le sue sensazioni: “Mi piace l’odore dell’olio che si respira quando si entra in un’azienda. Dà un senso della produttività, del lavoro”. Sotto l’attenta regia del parlamentare Pd Luciano Pizzetti, che ha curato la visita, il ministro parla sicuro di sé, spiega, risponde, replica. Le forze dell’ordine vigilano, tutto procede bene. Quando chiude, tutti a casa. Convinti? Solo le alle parole seguiranno i fatti. E per questi è necessario attendere.

Pgr

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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