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Non ci fu turbativa
d’asta: assolto Belli,
ex sindaco di Agnadello

Nella foto, il sindaco Belli

Non ci sono i reati di abuso di ufficio e di turbativa d’asta. Dopo due ore di camera di consiglio è arrivata la sentenza di assoluzione per Marco Belli, ex sindaco di Agnadello, giudicato non colpevole dal collegio dei giudici composto dal presidente Pierpaolo Beluzzi e dai colleghi a latere Christian Colombo e Tiziana Lucini Paioni. Assolti “perché il fatto non sussiste” anche gli altri imputati finiti a processo con Belli con l’accusa di concorso in turbativa d’asta: si tratta degli imprenditori Pier Luigi Sonzogni, Gian Luca Zatta, e Fabio Piccoli (i soli Belli e Sonzogni dovevano anche rispondere del reato di abuso d’ufficio in concorso).

Il nodo del contendere riguardava la  gara relativa ai lavori di realizzazione dell’impianto di raffrescamento della scuola elementare, inaugurata nel 2008. Nel 2009 c’era stato il cambio di amministrazione e la nuova giunta di centro destra aveva deciso di intervenire sugli impianti per un costo di 200.000 euro. Alla gara avevano partecipato gli imputati, tutti titolari di aziende termoidrauliche.

“La procedura di selezione”, come aveva spiegato la scorsa udienza lo stesso ex sindaco nelle sue dichiarazioni spontanee, “si era conclusa il 13 ottobre del 2010 con l’aggiudicazione a Idrotermo Cremasca di Sonzogni con un ribasso del 2% dal prezzo a base di gara”. Belli aveva ricordato “le polemiche da parte dei consiglieri di minoranza con interrogazioni e volantini distribuiti ai cittadini, definendo illecita l’assegnazione dei lavori alla Idrotermo Cremasca, in quanto il progettista Sonzogni era anche socio nella ditta”. “Ma”, aveva spiegato l’ex primo cittadino, “il cottimo fiduciario è una procedura selettiva e la norma non pone alcun divieto alla partecipazione del progettista. In seguito alle polemiche scatenate dal gruppo di minoranza, la Idrotermo Cremasca decise di rinunciare all’aggiudicazione”. L’appalto era stato poi aggiudicato “alla seconda arrivata, la termoidraulica Zatta, che realizzò entro i tempi previsti dalla Regione la cantierizzazione e l’inizio dei lavori”.

Quattro i consiglieri del gruppo di minoranza (tra loro anche Giovanni Calderara, attuale sindaco di Agnadello) che nel 2010 avevano inviato alla procura l’esposto che ha dato origine alle indagini. Per l’accusa, ci sarebbe stata una presunta violazione, da parte del sindaco e dell’ex segretario comunale Anselmo Cicco, uscito dal processo con un patteggiamento, di numerosi articoli del Codice degli Appalti, in particolare sulla partecipazione del progettista Sonzogni alla gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori da lui progettati.

Nei confronti degli imputati, anche il pm Laura Patelli ha chiesto l’assoluzione, sostenendo che nel processo non è emersa la prova della loro colpevolezza.

“Sono sempre stato tranquillo”, ha commentato l’ex sindaco Belli dopo la lettura della sentenza. “In quello che è successo non ho mai visto niente di negativo, l’ho presa come una vicenda politica”.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni. Nel processo, l’ex sindaco Belli era difeso dagli avvocati Mauro Stombelli e Brunello De Rosa, Luigi Sonzogni dal legale Angela Tessadori e Cristina Marchini, Fabio Piccoli dall’avvocato Elena Piccoli e Gian Luca Zatta dal legale Maria Laura Quaini.

LE DICHIARAZIONI SPONTANEE RESE LA SCORSA UDIENZA DAL SINDACO BELLI

“Vorrei segnalare che i problemi che ci siamo trovati ad affrontare, relativi alla nuova scuola primaria, lasciatici dalla vecchia amministrazione, sono stati sollevati in fase di progettazione e riportati dall’allora minoranza, attuale maggioranza, nell’osservazione presentata il 27 marzo 2006”. Il sindaco, in una dichiarazione spontanea, ha raccontato le “pecche progettuali” della scuola elementare, tra cui “l’inadeguatezza degli impianti realizzati in precedenza che costringevano i bambini a boccheggiare a causa delle elevate temperature raggiunte all’interno delle classi, la completa mancanza di ricambi d’aria, come già segnalato più volte dalla direzione didattica, dai genitori, insegnanti e alunni”. Dunque, “si configurava una vera emergenza igienico-sanitaria”. “Come amministrazione comunale di Agnadello”, ha continuato, “decidemmo di partecipare al bando regionale” ed “esaminato il progetto predisposto dal perito industriale Sonzogni Pierluigi, la Regione Lombardia, con decreto 2 luglio 2010, numero 6626, aveva concesso un finanziamento… Veniva così intrapresa per la parte impianti meccanici la selezione per l’affidamento dei lavori per un importo di circa 146.608 euro con il sistema del cottimo fiduciario su scelta del segretario. L’applicabilità della procedura del cottimo fiduciario era legata alla possibilità di avere un importo sotto i 200mila euro e che l’attività da finanziare è da considerarsi una manutenzione impiantistica straordinaria”. Così “furono invitate cinque aziende conosciute della zona che avessero i requisiti. Ovviamente nessuna impresa sapeva quante aziende vennero invitate, per una maggiore tutela dell’ente. La procedura di selezione si concluse il 13 ottobre 2010 con l’aggiudicazione a Idrotermo Cremasca srl con un ribasso del 2 per cento dal prezzo a base di gara”. Il sindaco Belli ha ricordato “le polemiche da parte dei consiglieri di minoranza con interrogazioni e volantini distribuiti ai cittadini, definendo illecita l’assegnazione dei lavori alla Idrotermo Cremasca, in quanto il progettista Sonzogni era anche socio nella ditta”. “Il cottimo fiduciario”, ha spiegato, “è una procedura selettiva” e “la norma non pone nessun divieto alla partecipazione del progettista”. In seguito “alle polemiche scatenate dal gruppo di minoranza, la Idrotermo Cremasca decise di rinunciare all’aggiudicazione”. L’appalto venne poi aggiudicato “alla seconda arrivata, la termoidraulica Zatta, che realizzò entro i tempi previsti dalla Regione la cantierizzazione e l’inizio dei lavori”.
Belli ha sottolineato che “nel caso del conferimento dell’incarico alla termoidraulica Zatta, l’amministrazione non aveva alcun obbligo di indire nuova gara, anz,i godeva del potere discrezionale di valutare la convenienza delle offerte presentate”. Inoltre, “c’era la necessità di salvaguardare l’ottenuto finanziamento regionale”. Infine il sindaco ha segnalato “che ad oggi la realizzazione dell’impianto ha portato la situazione di vivibilità della struttura a degli ottimi livelli di confort”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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