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Rivoluzione servizi sociali
Quasi 800 i soggetti
che si rivolgono al Comune

Servizi sociali: arriva la riorganizzazione dell’assetto. Il motivo? “Abbiamo avuto la consapevolezza di non essere più in grado di dare risposte flessibili e tempestive agli utenti”, dichiara l’assessore al Welfare, Angela Beretta. “Abbiamo immaginato – prosegue – che una riorganizzazione ci possa aiutare ad essere più efficienti”. Una riorganizzazione che, secondo l’Assessore, significa “una vera e propria svolta culturale, che chiama tutta la cittadinanza alla corresponsabilità”.

IL CONTESTO DI PARTENZA – Il quadro entro cui gli addetti ai lavori si trovavano ad operare era costellato da alcuni fattori critici. In particolare, i lavori sociali – viene segnalato nel report – erano connotati da quattro gravi mancanze: una scarsa valorizzazione dei lavori non professionali presenti sul territorio; debole investimento nel lavoro progettuale, e nel contesto sociale; un forte legame dei destinatari alle categorie tradizionali di lavoratori sociali; la difficoltà di instaurare connessioni operative con altri ambiti lavorativi – cultura, sanità, sport… –, in un’ottica di sviluppo di lavoro di rete.

COME CAMBIANO I LAVORI SOCIALI – Il settore dei servizi sociali viene coinvolto in una riorganizzazione a 360 gradi. Anzitutto, il paradigma di base. Il lavoro di comunità diverrà il nuovo fulcro dell’attività sociale, e dovranno essere rafforzate le reti di prossimità. In quest’ottica, il perimetro cittadino è stato diviso in cinque zone: la zona uno comprende Ombriano ed i Sabbioni; la numero due S. Carlo, S.S. Trinità, Crema Nuova e i Mosi; zona tre S. Stefano, S. Angela e S. Maria; zona quattro S. Benedetto e S. Pietro, S. Bernardino, Castelnuovo e Vergonzana; la cinque S. Giacomo e S. Bartolomeo, e il Duomo. L’accorpamento ha seguito non solo un criterio di contiguità geografica, ma anche le realtà parrocchiali, oltreché l’omogeneità delle dimensioni.
A livello operativo, spiega l’Assessore Beretta, “gli assistenti sociali, anziché occuparsi di temi specifici (quali, ad esempio, anziani, famiglie con minori in difficoltà e disabili) agiranno nel quartiere e si faranno carico, insieme agli altri operatori di volontariato e del terzo settore che agiscono nel quartiere, dei residenti, sul posto”. Gli assistenti sociali, insomma, dovranno tracciare un quadro più capillare di quella che sarà la situazione nella zona in cui opereranno. I nuclei operativi saranno composti da equipe, all’interno delle quali – come anticipato – collaboreranno assistenti sociali e rappresentanti delle realtà del terzo settore in azione sul territorio. La divisione in equipe segue un lungo periodo di studio, da parte dell’Amministrazione, dei quartieri cittadini. “Se a Ombriano e Sabbioni – esemplifica l’assessore – è maggiore il numero delle famiglie con minori o degli adulti in difficoltà, nella micro equipe sarà presente un assistente sociale particolarmente ferrato sulla tematica”.

PIÚ DI 700 LE SITUAZIONI IN CARICO – Sono 764 i soggetti che necessitano di una presa in carico, e corrispondono al 2,2% della popolazione di Crema. La zona con la più alta percentuale è la numero tre: per contro, la meno popolosa. “Ma avere dati oggettivi su queste stime – riferisce l’assessore Beretta – è complicato, anche perché noi abbiamo il dato di chi richiede il nostro servizio, ma non è detto che tutti si rivolgano a noi”. Il Comune fino a che punto riuscirebbe a coprire il fabbisogno di servizi sociali? “Riuscirebbe – prosegue l’assessore – non completamente. Rispetto alla domanda complessiva, riusciamo a rispondere per un quinto, circa”.

I SERVIZI SOCIALI A BILANCIO – Stando alla situazione raccontata dai dati, il numero di persone bisognose aumenta di anno in anno. Tuttavia, le risorse destinate ai servizi sociali, al più, rimangono immutate. “Noi conosciamo le ristrettezza del bilancio – chiarisce l’assessore Beretta – e sappiamo che stiamo vivendo un momento di gravissima crisi. Anche solo mantenendo invariato il bilancio, si risponde di meno al bisogno complessivo. Quindi, comunque, il settore del sociale patisce. E già mantenere invariato il bilancio sarà dura”. L’Amministrazione, alla luce dell’aumento di domanda, e della staticità delle risorse a disposizione, ha attuato una risposta che passasse tramite l’efficientamento. “Ci sono le premesse che possa andare a buon fine. Quando abbiamo presentato la proposta nei quartieri abbiamo ricevuto apprezzamento”. La buona notizia, però, è che non pare verranno decurtate le risorse a bilancio per i servizi sociali. “So che sto lanciando il cuore oltre l’ostacolo – conclude l’assessore Beretta –, però, anche nel confronto coni miei colleghi, mi sento di avere raggiunto questo accordo.

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