Economia
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“Botteghe di Crema”, Katiuscia Scotti presidente
“Telecamere dei negozi
collegate alle forze dell’ordine”

Nella foto, Katiuscia Scotti al centro, con altri rappresentanti di Confcommercio

Data storica, quella del 23 gennaio 2014, per le “Botteghe di Crema”. Costituite circa un anno fa, hanno eletto, nel pomeriggio, il primo presidente di detta rete di commercianti. Si chiama Katiuscia Scotti, è cremasca e titolare di due esercizi commerciali situati in Crema. La affiancano, nel direttivo, Daniela Martone (titolare de “La Maison”) e Gabrio Bossi (del negozio “Emmegi”), entrambi con la carica di vicepresidenti. Non sono stati eletti gli altri membri del consiglio, testimonianza concreta di un gruppo aperto a tutti gli imprenditori della città. Non più solo al “centro”, ma a tutto il tessuto urbano.

Entrata giovanissima in negozio, da ormai una ventina d’anni gestisce il punto vendita di abbigliamento in via Manzoni. Negli ultimi mesi, poi, si è lanciata in una nuova sfida imprenditoriale aprendo una attività in via XX settembre. Una testimonianza tangibile di quanto creda in Crema e nelle sue potenzialità. “Crema è una città attrattiva – spiega – con una buona qualità della vita. Occorre valorizzare questi punti di forza. Lo possiamo fare mettendoci in gioco, impegnandoci direttamente per azioni di marketing territoriale. La vicinanza con Milano, in occasione di Expo, è una occasione che dobbiamo cogliere appieno. Come distretto del Commercia abbiamo ottenuto un cofinanziamento importante. Ora occorre mettere in campo le azioni che abbiamo proposto alla Regione”.

Quindi lancia un appello ai colleghi. “La crisi impone di superare le differenze, di annullare le distanze, di lavorare insieme mettendo al centro il “bene comune” della città. Abbiamo un centro commerciale naturale davvero unico. Dobbiamo impegnarci per valorizzarlo attraverso una sinergia sempre più forte tra tutti i soggetti interessati: istituzioni, associazioni e, naturalmente le imprese”.

Non manca qualche criticità, in particolare legata alla “sicurezza”. “Non è certo un problema solo di Crema – spiega la presidente delle Botteghe – Ma deve essere una priorità per la Amministrazione. Come Confcommercio abbiamo sottoscritto un protocollo con la Prefettura per collegare i nostri impianti di videosorveglianza alle centrali operative delle forze dell’ordine. Un monitoraggio utile non solo per i negozi ma per tutta la comunità. Ma occorre intensificare gli sforzi per evitare una deriva della situazione”.

Centrali nel programma delle “Botteghe di Crema” sono la formazione degli operatori e la animazione attraverso gli eventi. Per quanto riguarda l’attività sindacale si stanno mettendo a punto i programmi, anche se è certo che i primi corsi e gli incontri a tema inizieranno già nel mese di febbraio. Tanti gli argomenti che verranno trattati: dalle possibilità legate al commercio elettronico e i social forum fino alle questioni che riguardano più strettamente la vita della città. Parallelamente le Botteghe stanno lavorando ad un ricco programma di animazione. “Stiamo definendo il calendario dei prossimi mesi – conclude – Ci sono iniziative che cureremo direttamente con la Confcommercio, altre in cui saremo partner di progetto”. Tra le sinergie che si vorrebbero mettere a punto velocemente particolarmente significativa pare quella con gli organizzatori dell’ormai imminente “Carmevale Cremasco”.

Soddisfatto per la nascita del gruppo il segretario generale di Confcommercio, Paolo Regina: “Sì, si tratta di fare rete ma con un valore aggiunto, in più, che è quello della solidarietà, ed è anche quello del valore sindacale aggregativo. Quindi non c’è soltanto la rete di tipo economico, ma anche di interessi, e quindi di assistenza e di tutela di questi interessi. Molto spesso il commercio, il turismo, le piccole imprese sono considerati il limone da spremere da parte delle Amministrazioni comunali, come da parte dello Stato”, esordisce mettendo l’accento sull’importanza del piccolo commercio per il territorio.
“Il piccolo commercio è quello che, quando gli altri de localizzano, rimane sul territorio; quando gli altri licenziano, dà lavoro; sono quelli che illuminano la città, che rendono sicure le vie. Questo è un valore importantissimo che noi vogliamo tutelare e rappresentare, ma soprattutto in una logica di proposta. Vorremmo fare qualcosa per il territorio cremasco, indire iniziative che facciano scoprire questa città a chi non la conosce, e possano rendere ancora più attrattiva un’offerta commerciale ricca, varia e che soprattutto è costituita da tante, singole, realtà. Perché dietro ad ogni serranda c’è una storia, una vita, una persona con la sua esperienza, al contrario di altre forme di distribuzione organizzata standardizzate. E sono esattamente questi i valori che vogliamo tutelare”.

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