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Sciopero Agi,
incrocia le braccia
il 98% degli autisti

Ventiquattr’ore di inattività. Continua l’azione del personale di Autoguidovie, giunto al secondo sciopero dopo quello di dicembre. Ad incrociare le braccia, questa volta, il 98% del personale. Questa volta, ad aderire alla protesta, anche i colletti bianchi dell’azienda ed i meccanici, oltreché al personale viaggiante.
“L’incontro con l’azienda è avvenuto venerdì 10 gennaio, ma s’è concluso con un nulla di fatto. Per questo motivo abbiamo confermato lo sciopero”. Così Enzo Galbiati – sindacalista e dipendente per Autoguidovie – rintracciato telefonicamente. “Devo dire – confessa il sindacalista – di essere molto soddisfatto: ha partecipato molta più gente della volta scorsa: il 98% del personale. E questo la dice lunga sulla vertenza in atto”.
Quanto sta succedendo in casa Autoguidovie è noto: il personale, contrariato dalle modifiche unilaterali decise dai vertici aziendali, ha intrapreso, più di un mese fa, un’azione di protesta. “Una situazione che si sta incancrenendo”, commenta Galbiati. Non è bastato, infatti, lo stato d’agitazione indetto dopo il primo sciopero. Le parti sociali sembrano ingessate, sebbene sindacati e personali più volte hanno ribadito la loro ferma volontà di dialogo. “Noi non chiediamo niente di più di quello che già abbiamo – chiarisce Galbiati –, anzi, che già avevamo”. E continua: “stiamo facendo una vertenza per ottenere qualcosa sottoscritto all’interno del Testo Unico aziendale, e di cui siamo stati privati, mentre ora c’è assenza di relazioni industriali, tagli delle indennità e la mancanza, da parte dell’azienda, di voler risolvere i problemi legati alle percorrenze del servizio”. Problemi, sottolinea Galbiati, che portano a vari intoppi nell’esercizio del servizio quotidiano, e poi si tramutano in disagi per l’utenza. “Se c’è qualcosa che all’azienda non sta bene, se ne parla prima”, aggiunge il sindacalista. “L’azienda, inoltre, si fa forte del fatto di non avere ulteriori pressioni, né dalla Provincia né da altri a livello politico e sindacale”.
Ad ulteriore specifica del clima di tensione presente in azienda, Enzo Galbiati, in un comunicato stampa diramato in mattinata, scrive: “Negli ultimi giorni l’azienda ha incrementato le sanzioni disciplinari nei confronti dei dipendenti, con motivazioni assurde arrivano tutti i giorni censure, multe, e addirittura sospensioni per cause non dovute a negligenza degli autisti. Visto che il problema non è solo del personale Cremasco ma di tutte le Aree dove Agi opera, ( Milano e Monza Brianza ) se non ci saranno sviluppi oltre che a continuare con le forme di protesta che comunicheremo, è nostra intenzione chiedere un incontro con le tre provincie per illustrare la situazione”.
Per ora, l’unica carte certa sul tavolo è lo sciopero nazionale previsto per il 5 febbraio. Appuntamento rimandato quindi al mese prossimo, in attesa di negoziazioni sempre più insperate.
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