Cronaca
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Cure Palliative, nuovi
ausili per i malati
che tornano a casa

Rimpinguato il parco ausili dell’Azienda Ospedaliera Maggiore di Crema. A darne notizia, il direttore sanitario del Maggiore Frida Fagandini, la responsabile della Rete Cure Palliative dottoressa Maria Assunta Mariconti e il vicepresidente dell’associazione cremasca cure palliative “Alfio Privitera” dottor Luigi Massaglia.
L’associazione Privitera, vincitrice del bando “Un parco ausili per la Rete di Cure Palliative di Crema”, ha consentito la predisposizione di un magazzino ausili. Sedie a rotelle, deambulatori, letti snodabili, cuscini e materassi antidecubito; tutti materiali,questi, di cui la Rete potrà disporre già dal 2014. Materiali, come si intuisce, che potranno essere assegnati ai malati bisognosi. “Questo programma – chiarisce Mariconti – ci permette di fare un ulteriore passo avanti: ci permette di fare più di quello che già facciamo normalmente”.
La nuova dotazione di strumenti quali letti snodabili e sedie basculanti permette un servizio più dignitoso ai malati terminali in fase di ritorno al proprio domicilio. Continua la Mariconti: “Quando il paziente, a casa, ha già tutto, è un fattore di vanto per la nostra associazione”.
“Abbiamo pensato – sostiene Luigi Massaglia, parlando degli ausili – di reintegrare il necessario ed implementare”. Contributo fondamentale, in quanto molti degli ausili erano ormai piuttosto degradati; “Il parco – ironizza Massaglia –, ormai, era diventato un giardino”.
Ma non finisce qui. L’associazione Alfio Privitera, oltre a rifornire il magazzino degli ausili, fornisce un contributo a livello di personale. Chi gestirà il magazzino, infatti, saranno volontari dell’associazione stessa. “Anche quest’anno – spiega Frida Fagandini – c’è stato un riconosciuto un contributo economico che permette di avere a disposizione risorse umane fondamentali, per dare risposte adeguate alle esigenze del territorio”. Si tratta di circa 165mila abitanti, sparsi nel cremasco, il nucleo coperto dal servizio delle cure palliative. Una presa in carico di 30-35 persone alla volta. Malati la cui necessità è poter concludere la propria esperienza in modo dignitoso, e che oggi, come domani, potranno disporre di qualche supporto in più.
Anche se se questi supporti, per legge, sono previsti, non sempre il servizio può essere attuato tempestivamente. Ed ecco il motivo per cui il contributo fornito dall’Associazione Privitera sarà di fondamentale importanza: il salto di qualità realizzabile con la nuove disponibilità del parco ausili, accorcerà i tempi di fornitura e la qualità dell’offerta.
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