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Lezioni e esami nel chiasso
MediaExpo non piace
agli studenti universitari

Ormai è finita, MediaExpo, la manifestazione durata da giovedì a sabato in università che ha attratto migliaia di studenti da tutte le scuole cremasche. Un evento importante per la città e per l’università che la ospita, ma a quanto pare non per gli studenti. Sì perchè se per l’ateneo ha significato migliaia di ingressi, e un bel po’ di pubblicità, per i suoi studenti è stato, più che altro, un disagio.
Tutto è iniziato come gli altri anni. Nella sede del Polo didattico cremasco, gli iscritti hanno lasciato le aule per far spazio a stand e laboratori. Così la struttura s’è riempita di esposizioni e s’è spogliata di studenti. I pochi rimasti si sono dovuti accontentare di un’aula, non proprio grande, ma soprattutto senza prese elettriche. Il che, denunciano gli studenti, per una facoltà di informatica è assurdo non avere un posto dove collegare i computer. Senza considerare che per vedersi assegnato uno spazio gli studenti hanno dovuto faticare: la richiesta partita qualche settimana fa e esaudita con un’aula solo giovedì. Aula che nel pomeriggio avrebbe dovuto essere assegnata ad un laboratorio di MediaExpo. Spostate anche le lezioni, tranne quelle del primo anno, ma non l’esame di lingua inglese, che si è svolto regolarmente in mezzo al frastuono di migliaia di bambini e studenti.
Nemmeno la pausa pranzo è stata propriamente una pausa – dallo studio e, soprattutto, dal baccano. Per un duplice motivo: gli universitari del Polo cremasco hanno a disposizione una piccola stanza, dotata di forni a microonde, dove si riuniscono per mangiare. La suddetta, neanche a dirlo, in quei giorni era già stata destinata ad altro uso. Le possibilità, a quel punto, erano due: prendere un panino al bar, oppure portarsi il cibo da casa. E a proposito del bar, riaperto proprio nei giorni della manifestazione, dopo un’assenza di tre anni dal polo. Bar che però ha significato la dismissione di tutti i distributori automatici.
Si legge sul sito, alla sezione avvisi: “Si informa che, in conseguenza dell’apertura del nuovo bar e nell’impossibilità di stipulare un contratto con la società che li gestisce, i distributori automatici sono stati dismessi e a breve verranno rimossi”. Quindi, sottolineano gli studenti, niente più caffè a prezzi studenteschi, né acqua a meno di 50 centesimi.
Una serie di rimostranze rispetto alle quali Tullia Guerini Rocco – direttrice dell’Istituto comprensorio di Trescore Cremasco organizzatore principale dell’evento – ha espresso forti perplessità. La dirigente ha rilevato che gli spazi per gli alunni, all’interno dell’università, sono stati messi a disposizione. “Chi usa l’informatica – ha dichiarato la direttrice –, perché quello sarà il suo lavoro, deve capire che MediaExpo è un impulso alla diffusione dell’uso dell’informatica”, e il chiasso prodotto dalle classi partecipanti, è il costo da pagare per una maggiore, ed importante, sensibilizzazione di bambini ed adulti. In merito alla questione delle aule, riferisce: “Alcuni studenti hanno ricevuto un trattamento migliore rispetto a 40 insegnanti che avrebbero avuto diritto di entrare lì, e sarebbero stati più comodi”. Tuttavia, in conclusione, la direttrice ravvisa che questi disagi sono di competenza del Polo didattico cremasco, e non degli organizzatori di MediaExpo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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