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Consiglio, Cappelli nuovo presidente
Scontro sulla sfiducia al sindaco
la mozione non si discute

Apertura del Consiglio Comunale dedicata alla scomparsa di Innocente ‘Tino’ Dossena. Minuto di silenzio doveroso, e poi pronti via con le comunicazioni. Prima la Zanibelli (Pdl), che demarca “un fatto abbastanza grave”: quello delle molteplici assenze di “buona parte della maggioranza” nelle riunioni delle commissioni Politiche Sociali e Lavoro, nonché Statuto e Regolamento”. Seguono le spiegazioni di Giossi, capogruppo del Pd, il quale appunta un “problema di comunicazione”, reale motivo delle assenze.
In cima alla lista degli ordini del giorno l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale, dopo le dimissioni di Piloni del 29 ottobre scorso. Il nome proposto dal gruppo del Pd è Vincenzo Cappelli, politico navigato con “ottime competenze della macchina comunale”, come sostiene Giossi. Nome che non piace ai 5 Stelle, che avrebbero preferito “una persona con meno storica politica” ed un profilo più civico – dichiara Boldi. Attacco ai danni del Pd proseguito con l’intervento della Zanibelli. La capogruppo del Pdl accusa la maggioranza di non volerli coinvolgere in decisioni di questo calibro, come invece s’era fatto per l’elezioni di Piloni. E al coro degli scontenti si unisce anche Tino Arpini, di Solo Cose Buone Per Crema, secondo il quale si augura che il Presidente Del Consiglio non sia al servizio della maggioranza, bensì del Consiglio tutto. Fuori dal coro rimane Antonio Agazzi, che, al contrario ribadisce la sua stima nei confronti di Cappelli.
L’esito della prima votazione è negativo: i quattro quinti richiesti dal regolamento non vengono soddisfatti dai 18 voti favorevoli. L’elezione avviene, invece, al secondo turno, con 19 voti a favore. “Il mio impegno – dichiara il neoeletto – è soprattutto quello di servire questa città”. E assicura: “l’atteggiamento primo, che pongo in questa funzione, è quello di ascolto”.
Archiviata l’elezione, il Pdl chiede un’inversione dell’ODG, anteponendo la mozione di sfiducia al Sindaco Bonaldi a tutti gli altri. Proposta rigettata del gruppo del Pd. Si passa così alla votazione, che avrà esito nefasto per i proponenti. Tanto che il Pdl è pronto a chiedere un consiglio comunale apposito per discutere la sfiducia.
La prima discussione verte sulla convenzione con l’US Pergolettese, per la gestione “a budget” del Centro Sportivo Bertolotti e la concessione in uso dello Stadio Voltini. A causa del passaggio di categoria della Pergolettese, la convenzione pluriennale con la società calcistica cremasca ha richiesto alcune modifiche. Le novità introdotte – tenuti salvi gran parte degli accordi stipulati – vertono, per quanto riguarda la Pergolettese, la ridiscussione del canone di pagamento per l’impianto utilizzato, oltreché alcune manovre di manutenzione ordinaria. Tra queste: l’acquisto della vernice per le linee del campo, la tinteggiatura annuale degli spogliatoi e il ripristino dell’impianto audio dello Stadio Comunale. Dal lato del Comune, l’amministrazione s’impegnerà a concedere i proventi della gestione pubblicitaria, esentare la società dal pagamento delle tariffe d’utilizzo, eseguire la manutenzione solo straordinaria e rinegoziare il canone – passato da 25mila a 31mila. Grazie alla negoziazione, l’impatto sulle casse comunale sarà minimo, all’incirca tremila euro. Tuttavia, il valore delle operazioni a favore della Pergolettese lascia perplessi i 5 Stelle, i quali dichiarano la loro preferenza ad investire queste somme nelle società dilettantistiche giovanili. Soddisfatto dall’accordo, invece, il Consigliere con delega speciale Della Frera: l’amministrazione “ha la necessità di mantenere l’impiantistica sportiva”, anche per onorare lo standard di qualità raggiunto nel corso degli anni. Discussione terminata con l’approvazione della nuova convenzione.
A seguire, è il turno della mozione depositata circa sette mesi fa da Alberto Torazzi (Lega), e firmata da Luigi Galvano (Pd), in merito agli sgravi Tares e al contrasto della Ludopatia. Discussione che ha tenuto banco per più di un’ora, nonostante vi fosse un largo consenso sul contenuto. La votazione s’è svolta in una triplice tornata: la prima, dedicata alla soppressione dell’ultimo capoverso della mozione; la seconda, nella quale si votava l’emendamento sul contrasto alla ludopatia; la terza, dedicata alla formulazione finale, ovvero sgravi Tares e contrasto alla ludopatia. Tutte e tre le votazioni hanno avuto lo stesso esito: 20 favorevoli, due astenuti (5 Stelle). I problemi evidenziati nel corso del dibattito concernevano le proposte di premialità per i gestori di locali che rifiutassero l’installazione del videopoker, e le misure atte a scoraggiare la ludopatia.
Il quarto, ed ultimo, Ordine del Giorno, era emanazione di Lottaroli e Bettenzoli, entrambi di Federazione della Sinistra. Oggetto: la restituzione degli importi corrispondenti alla remunerazione del capitale investito compresi in bolletta, per il sistema idrico integrato. L’intento è presto riassunto nelle parole di Lottaroli: “vogliamo il rispetto del referendum”. Il referendum del 2011, infatti, sancì l’abrogazione della remunerazione del capitale investito. E nel rispetto del risultato si ritrova anche Torazzi, il quale sostiene che il referendum è una delle due possibilità che il popolo sovrano ha per decidere. Per nulla d’accordo, invece, il gruppo Pdl, convinto più che mai a dar battaglia ad una “mozione anacronistica” – sebbene di mozione non si trattasse. Ordine del giorno comunque approvato, coi soli voti a sfavore di Beretta, Zanibelli ed Arpini.
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