Economia

Crisi, la ripresa ora passa dalle donne
Exploit imprese ‘rosa’, provincia in cima

La crisi continua a farsi sentire. La situazione è complicatissima, come noto. Qualche segnale, però, positivo c’è. L’ultimo arriva dall’analisi del panorama delle imprese “in rosa”. Dodici mesi davvero difficili fra marzo 2012 e marzo 2013, sottolinea lo studio di Unioncamere, eppure, le imprese guidate da donne hanno allungato il passo aumentando il loro numero di oltre 10mila unità in Italia (+0,7%). E in provincia di Cremona le cose vanno addirittura meglio: il nostro territorio registra una crescita importante con un +1,5%, piazzandosi nella parte alta della graduatoria nazionale per incremento nel numero di realtà femminili.

Alla fine del primo trimestre di quest’anno le imprese ‘in rosa’ iscritte al Registro delle imprese delle Camere di commercio sono 1.424.798, il 23,5% del totale. Più interessante, però, è confrontare la loro performance rispetto alla media dell’intero tessuto imprenditoriale italiano. Quest’ultimo, infatti, nel periodo considerato è avanzato appena dello 0,2%, mentre l’esercito delle imprese al femminile ha mantenuto un passo più che triplo: +0,7%, come già accennato. Tanto che le 10.231 imprese femminili, costituiscono quasi i 3/4 di tutto il saldo realizzato dal sistema delle imprese (pari a +13.762 imprese).

Altra indicazione significativa viene dalla scelta della forma giuridica delle nuove imprese femminili: il bilancio dei dodici mesi esaminati, infatti, registra una vera esplosione delle società di capitali “rosa”: +11.663 unità, pari ad una crescita dello stock di queste imprese del 5,6%. A questa si affianca il sensibile aumento delle cooperative guidate da donne: 1.042 imprese in più, pari ad un aumento nel periodo del 3,6%. Guardando alla dotazione di capitale di queste imprese, i dati dell’Osservatorio di Unioncamere evidenziano una maggiore fragilità finanziaria delle imprese femminili rispetto alla media: il 72% di esse, infatti, opera con un capitale sociale di meno di 10mila euro, contro il 67% della media delle imprese. Al tempo stesso, le imprese femminili mostrano un’età media più bassa rispetto alle altre imprese: il 21,5% ha poco più di due anni di vita, contro il 18,5% della media delle imprese.

“In questi anni difficili, la spiccata propensione imprenditoriale delle donne sta dando delle risposte concrete alla crisi e alla riduzione delle opportunità di lavoro” ha detto il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “E’ un segnale di fiducia – ha aggiunto – nelle possibilità del mercato e dell’impresa per uscire da questo lungo tunnel”.

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