Cronaca

Violenze, il mostro è in famiglia
Novanta casi nel Cremasco
Ma poche donne denunciano

Perché in Italia le donne continuano ad essere maltrattate e spesso uccise da un marito, un fidanzato, un compagno o ex compagno di anni di vita? E perché una donna, adulta nella maggior parte dei casi, al primo spintone, insulto, alle prime parole che fanno male non allontana da sé l’uomo che la minaccia? Domande che si pongono in molti e alla quale associazioni, psicologici, forze dell’ordine cercano di dare una risposta. Una tragedia che riguarda tutti e che va sconfitta con una rete, un lavoro collettivo come quello messo in campo da Donne contro la violenza anche a Crema. Sì, perché il territorio non è immune a questo genere di violenze. Recente la condanna a 15 anni per Daniele Fraccaro che per gelosia ha ucciso la sua compagna Lizbeth Zambrano. E tante sono le donne che si rivolgono al’associazione cremasca: 90 nel 2012 della quali 31 risiedono a Crema e 59 nei paesi limitrofi. Un numero in aumento: nel 2011 erano state 79. Ben 242 colloqui con donne vittime di violenza. Ma chi sono queste donne? Italiane, (il 71% – 64 donne). Le rimanenti sono straniere di cui il 23% extracomunitarie con permesso di soggiorno (21).  Le donne hanno una età compresa tra i 30 e i 50 anni (oltre il 60% – un unico caso di una ragazza minorenne così come di una donna con più di 60 anni) Spesso sono casalinghe senza reddito (34%) o con un reddito molto basso (33%), quindi dipendenti dal marito (38%) o dal convivente (12%), che nella maggior parte dei casi sono anche coloro che le maltrattano. Ma non mancano le donne con un reddito medio (27%) o alto (4%) così come quelle laureate (8%).

“A riprova  – spiega l’associazione presieduta da Paola Caravaggio – che la violenza in famiglia tocca tutte le fasce sociali e che solo ora si incomincia a  rompere il muro di omertà che ha tenuto nascosta tra le mura domestiche questa piaga sociale”.

Le donne che cercano aiuto hanno figli, che a volte devono difendere dai maltrattamenti (il 15%, 33 donne), e spesso subiscono maltrattamenti plurimi: psicologici, fisici, economici, sessuali. Il più diffuso è quello di tipo psicologico 33% (73 donne), fisico 19% (43 donne), ed economico 18% (39 donne). Il maltrattamento nel 4%  (9 donne) dei casi è anche sessuale ed il 10% (23) dichiara di aver subito stalking.

A molestrarle nell’88% dei casi il partner o un familiare: italiano e con un reddito proprio medio. Ma anche se la consapevolezza del fenomeno sta migliorando rispetto al passato solo 30 donne cremasche hanno denunciato il fatto, mentre 45 non lo hanno fatto, e due hanno ritirato la denuncia. Il resto dei casi non sono stati registrati.

“La legge sullo Stalking nel nostro paese ha favorito una presa di coscienza del problema e ha fatto avviare varie iniziative di collaborazione tra istituzioni. In particolare a Crema è attiva una collaborazione tra  l’Associazione e le forze dell’ordine , le assistenti sociali del territorio, i consultori, oltre che con le altre  realtà di volontariato,  che ha già permesso di realizzare interventi coordinati a favore delle donne. Si sta intensificando la collaborazione col Comune e con l’Ospedale”, spiega l’associazione.  Anche se la normativa italiana spesso e purtroppo non garantisce le donne che quindi non presentano denuncia per paura.

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