Cronaca
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Bilancio, non è ancora ufficiale
ma fa già discutere
Galvano e Arpini bacchettano Sel

Deve ancora essere presentato ed è già al centro di discussioni. E’ il bilancio di previsione del  2013, che è già finito nel mirino di Sinistra Ecologia e Libertà. I rappresentanti di Sel, nonostante siano in maggioranza, non condividono le scelte portate avanti dalla giunta comunale e annunciano una serie di emendamenti.

LA REPLICA DI GALVANO A SEL

Pronta la replica alle critiche da parte di Luigi Galvano, consigliere del Pd e soprattutto presidente della commissione Bilancio.  In prima battuta Galvano archivia la protesta come una questione di visibilità, una ricerca da parte di Sel di rimarcare la distanza che Sel tiene a livello nazionale, ma poi entra nel vivo della questione. “Vero è che la strada per trovare una quadratura di  bilancio  è stata lunga e complessa, ma sempre partecipata e discussa con tutte le forze di maggioranza. Vero è che il bilancio che ci apprestiamo ad approvare è un bilancio certamente austero, ma tracciato su linee ben precise e frutto di scelte ben ponderate. E dunque,  – prosegue – ci  si è mossi anteponendo un attenzione alle fasce deboli. L’esenzione dell’addizionale irpef dei redditi fino a 15mila euro è un fatto, non uno slogan. Ed è stata soprattutto una scelta, una scelta precisa, certamente mai nemmeno presa in considerazione da chi precedentemente ha amministrato. Non aumentare l’Imu sulla prima casa è un fatto. Proporre invece l’aumento dell’Imu su chi può comunque vantare seconde proprietà è una scelta, di cui ci facciamo carico. Così come sono una scelta l’esenzione Imu per le Onlus, le agevolazioni per i nuovi insediamenti produttivi, gli aumenti Imu per alcune categorie di esercizi commerciali”. In pratica la linea seguita sarebbe stata quella di chiedere “un poco a tutti per affrontare questa difficile situazione, ma allo stesso tempo fare il possibile per garantire i servizi e la qualità della vita della città”. Da qui la scelta di non aumentare le tariffe dei servizi a domanda individuale, già aumentate negli anni passati, e quella di non introdurre nuove tasse, “facendo  – aggiunge Galvano – forse un dispetto proprio a Dellera che proponeva l’inserimento della nuova tassa sui passi carrai”.

“E a chi invoca  – conclude – qualche alienazione più redditizia e qualche investimento in più? Sarebbe bello, ma non viviamo nel mondo delle favole. E da quest’anno ricordiamoci che il Comune deve pagare 355mila euro del leasing del sottopasso di via Indipendenza, per i prossimi vent’anni”.

IL BILANCIO DI CENTRODESTRA DI ‘SOLO COSE BUONE PER CREMA’

Ma a rincarare la dose, ci pensa Tino Arpini, consigliere comunale di “Solo cose buone per Crema”, che prendendo la palla al balzo, dopo che Sel ha definito il bilancio della giunta Bonaldi, un bilancio di centrodestra, spiega come invece sarebbe stato un vero bilancio stesso da quella parte politica. Della quale la sua lista fa parte. “Come sarebbe un bilancio alternativo, magari proprio di centrodestra?”, si chiede. Ed ecco la risposta: “Considerato che il deficit algebrico 2013 rispetto al 2012 per il comune di Crema sarà di  3.500.000 euro, proporrei di non inasprire di un solo euro le tasse ma di procedere con l’esame di ogni capitolo di spesa per individuare dapprima un più elevato virtuosismo gestionale, con contenimento di costi e riduzione di sprechi, ed infine un adeguamento progressivo delle tariffe, fino a portarle più prossime ai costi. In Commissione Bilancio, unico momento di confronto e coinvolgimento dei gruppi di minoranza, abbiamo esaminato, per ora, il capitolo Entrate, mentre le Uscite saranno oggetto del prossimo incontro; ma pare che alcuni servizi siano vere e proprie fauci mangia euro.

Alcuni esempi: gli asili nido richiederebbero integrazioni di copertura costi per 750.000 euro; le scuole materne altri 200.000, la colonia seriana altri 90.000, gli impianti sportivi, da soli, oltre 1.000.000. Passi il costo di 440.000 per il museo che elargisce cultura gratuita per grandi e piccini, ma già le altri voci rappresentano oltre 2.000.000 di costi sui quali agire per arrivare, con un programma pluriennale, ad un pareggio. Mi spiega qualcuno perché gli utenti delle scuole materne pubbliche paritarie devono pagare rette piene, mentre le scuole materne pubbliche statali possono avere prezzi politici di favore? Se ad Ombriano le famiglie spendono 150 euro al mese per un figlio all’asilo, come mai da altre parti ne spendono solo 50? E’ ovvio che sarebbe più equo che ognuno paghi la propria retta ed eventuali facilitazioni siano ad hoc in ogni tipo di scuola e non a pioggia solo sulla statale, per altro insufficiente a garantire tutto il territorio”.

E oltre a puntare il dito contro le scuole statali, Arpini torna sulla questione dei loculi vuoti, 2258 su 10mil circa, chiedendo non solo di modificare le modalità di pagamento delle luci votive, che avranno un aumento del 10%, ma di aumentare la concessione dei loculi di dieci anni, garantendo così un introito al comune di 150mila euro l’anno.

“Se poi si cercasse di fare meno propaganda e più selezione per la spesa sociale, nella quale si soddisfano facilmente molti “furbi” che, se da un lato si dimostrano insolventi con bollette o canoni d’affitto, dall’altro non rinunciano a dotazioni ipertecnologiche di telefoni, ipad ecc. e si affidassero aiuti economici ma anche lavori socialmente utili a molti disoccupati, copiando da un comune del milanese, si potrebbe davvero arrivare a quadrare i conti senza vessare quelle sempre più scarse risorse delle famiglie, le quali devono anch’esse quadrare i loro bilanci, senza però avere la facile possibilità di emettere tasse. Questa sarebbe l’impronta di un bilancio di centrodestra, cari amici di Sel”, conclude Arpini.

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