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Koch, nessun accordo
a rischio un terzo
dei lavoratori: 46 su 152

Nulla di fatto. Si è concluso con l’ennesima fumata nera l’incontro tra sindacati e Koch. Ora toccherà alla Regione tentare una mediazione per scongiurare i 46 licenziamenti su 152 dipendenti. Cinque ore di confronto tra azienda e parti sindacali, Maurizio Bosio della Fiom Cgil e Omar Cattaneo della Fim Cisl, senza arrivare ad un accordo. Sono passati già 45 giorni su i 75 previsti prima che l’azienda possa procedere all’apertura unilaterale della mobilità, e se non si troverà un accordo l’azienda dal prossimo mese potrà licenziare. Ultimi giorni utili quindi per evitare che un terzo dei lavoratori rimanga a casa. “L’azienda – spiega Maurizio Bosio della Fiom Cgil, – è rimasta ferma sulle sue posizioni, per quanto riguarda la flessibilità quindi l’unica strada resta quella dell’esame congiunto. Dopodiché l’azienda procederà con la mobilità. Noi giovedì ci incontreremo con le Rsu e poi con tutti i dipendenti, per capire e decidere quali azioni mettere in campo per contrastare questi licenziamenti”. Qualche settimana fa la notizia che all’impresa di Bagnolo Cremasco fosse stata affibbiata una multa di ben 120mila euro dall’ispettorato del lavoro per somministrazione illecita di manodopera e per la non genuinità degli appalti esterni di alcune lavorazioni.

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